Quante volte al giorno controlli il tuo smartphone?

Secondo alcune ricerche recenti indicano che gli utenti più “addicted” (il 10% della popolazione) interagisce oltre 5400 volte al giorno!
In media, un utente “normale” guarda o tocca lo schermo del proprio telefono circa 2617 volte al giorno. Circa un milione di volte l’anno.

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Parliamo comunque di numeri estremamente elevati, e spesso di azioni generate senza bisogno di alcuno stimolo, come ad esempio la notifica di ricezione di un’email o di un messaggio Whatsup.

Abitudini e comportamenti che non sono neppure lontanamente confrontabili con il numero di volte con cui controlliamo l’email, che in ogni caso presenta numeri considerevoli, e che rasentano l’ossessione pensando al fatto che l’87% della popolazione controlla almeno una volta il telefono nella fascia oraria da mezzanotte alle 5 del mattino.

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La ricerca, condotta da Dscount su un campione di 100mila utenti e pubblicata dal Dailymail, indica che le app più consultate sono Facebook (15% del tempo) e Google, e che l’azione “attiva” più frequente è quella di scrittura messaggi di testo (11%).

Top 20: by share of all touches

Tutto questo conferma e giustifica i forti investimenti verso il rilascio di nuove applicazioni mobile, come stiamo vedendo fare da Microsoft a supporto degli utenti di Office 365: app per SharePoint, Teams, Groups, StaffHub, che si affiancano alle popolari app per Outlook, OneDrive e Skype for Business.

Si tratta di numeri davvero importanti, che impongono ragionamenti a tutti coloro che offrono servizi e contenuti, e che non possono essere trascurati da chi progetta digital workplace o intranet aziendali, che spesso ancor oggi si concentra sulla “home page del portale”…

Fonte

Forms e Workflow SharePoint e Office 365

Più passa il tempo e capita sempre più spesso che mi vengano rivolte delle domande sul tema Forms e Workflow su SharePoint 2016 e su SharePoint Online (Office 365).

Ricorderete le indicazioni di Microsoft, di oltre un paio d’anni fa, con InfoPath deprecato (e non evoluto alla versione 2016), così come SharePoint Designer (utilizzato per la creazione dei workflow), anch’esso congelato alla versione 2013…

Da qui in tanti a chiedersi: “Ma quale direzione sta seguendo Microsoft? Dove è meglio investire per chi ha esigenze di Forms e Workflow su SharePoint e Office 365?”

La stessa Microsoft, per fronteggiare le proteste e in assenza di soluzioni più convincenti, ha sempre consigliato di rivolgersi alle “terze parti”, primi tra tutti Nintex, K2 e Agilepoint.

Più recentemente sento nuovi “messaggi di scuderia”, rivolgendo attenzione a PowerApps, un nuovo arrivato nell’offerta Office 365.

Anche io guardo con interesse a PowerApps, che sulla carta sembrerebbe fornire le risposte tanto attese su Forms e Workflow. Tuttavia va sottolineato quanto questo strumento sia oggi ancora molto acerbo e scarno di funzionalità, soprattutto per quelle realtà che stanno ancora cercando un’alternativa al vecchio InfoPath.

Gli australiani di WebSiteSolutions hanno cercato di fare un po’ chiarezza tra le alternative, considerando correttamente tra queste anche le soluzioni Web Forms.

Il mio consiglio?

  • Lasciate perdere ogni evoluzione su InfoPath (anche SharePoint 2016 garantisce ancora la retrocompatibilità per i Forms Services).
  • Osservate con attenzione PowerApps, e prendetevi il giusto tempo per valutarne la crescita (che come per tutto Office 365 è in continua evoluzione).
  • Se avete esigenze complesse ed articolate nel breve termine, muovetevi subito verso soluzioni di terze parti.

In arrivo Form responsivi con Nintex Forms

Una delle novità mostrate la scorsa settimana durante la conferenza Nintex InspireX 2017 di New Orleans è stata senza alcun dubbio quella della nuova versione di Nintex Forms.

La nuova release, con codename “Zinc” e in uscita nei prossimi mesi, offrirà sia la possibilità di creare Form per SharePoint e per Office 365 “pixel perfect”, ossia creando layout alternativi per i diversi device/dimensioni di schermo, che dell’opportunità di creare nuovi Form web responsive.

Responsive Forms

In questo modo sarà molto più rapido creare web form, sia per interagire con le liste ed i contenuti di SharePoint che per intervenire sulle azioni dei workflow.

Novità dalla conferenza Nintex InspireX 2017

Questa settimana mi trovo a New Orleans, Lousiana, e sto partecipando alla conferenza Nintex InspireX 2017, l’evento mondiale dedicato ai clienti ed ai partner Nintex.

La mia azienda è l’unico Nintex Premier Partner in Italia, e sto partecipando insieme al collega Giacomo Gelosi, unico Nintex vTE (Technical Evangelist) italiano.

Oggi, secondo giorno dell’evento, ho partecipato alla keynote session, dove John Burton (Nintex CEO) ha introdotto alcuni dei concetti rappresentati dal filo conduttore della keynote (e di buona parte delle sessioni dell’evento), orientate a cogliere le sfide della “digital transformation”.

E’ quindi stato il turno di Jeff Teper, Microsoft Corporate Vice President per OneDrive e SharePoint, che ha lasciato intravedere alcune delle direzioni di Microsoft. La frase “Every company is now a digital company” credo riassuma bene i concetti espressi da Jeff.

Parlando di Next Generation SharePoint (definendolo il “core” dell’innovazione) ha poi aggiunto: Mobile intelligent intranet, seamless collaboration, modern extensibility and interoperability.

E’ quindi giunto il momento di diversi annunci, come tradizione delle keynote session, strappando applausi alla platea di fronte al nuovo Nintex Forms, che offre finalmente output web responsive e grandi semplificazioni di editing. Le funzionalità di Document Generation stanno raggiungendo una buona maturità, e Nintex Workflow Cloud sta facendo passi da gigante.

Sincronizzare solo specifici folder con OneDrive for Business

La versione di OneDrive for Business rilasciata a gennaio 2017 include una novità (finalmente) davvero importante (per la precisione la build è disponibile dal 14/12/2016, ed è la numero 17.3.6720.1207).

E’ infatti ora possibile stabilire quali cartelle sincronizzare sul proprio PC e quali no. Prima di questo rilascio infatti era possibile sincronizzare offline solo l’intera library di OneDrive for Business.

In questo modo si allineano le funzionalità già conosciute agli utenti della versione consumer di OneDrive, rendendo decisamente più pratico e concreto l’utilizzo di OneDrive for Business come “estensione” della propria cartella Documenti del profilo di Windows.

The ability to set up syncing of a SharePoint Online team site to OneDrive on a Windows desktop is being shown. The animated GIF starts with a web view of a SharePoint team site, shows the “sync” button being clicked, the desired folders being selected, and the syncing commencing.

Per aggiornare la propria versione di OneDrive for Business è solitamente sufficiente attendere i rilasci di Windows Update o del proprio sistema di distribuzione aggiornamenti aziendale (es. Windows Intune), oppure è possibile verificare la presenza dell’aggiornamento su questo sito.

In arrivo il portale amministrativo di OneDrive for Business

Su Office 365 una delle principali mancanze (fino ad ora) è rappresentata dall’assenza di strumenti di amministrazione e governo del componente OneDrive for Business.

Molti sanno che dietro allo storage personale degli utenti risiede una site collection SharePoint (una per utente), ma attraverso la componente amministrativa del portale di Office 365 non è possibile trovare (e quindi amministrare) le site collection OD4B, al pari delle altre normali site collection di SharePoint Online.

Ora, anche se per ora solo in versione Preview, è finalmente disponibile il nuovo portale dedicato (anche se per diversi aspetti poi si integra con altre componenti amministrative di Office 365). Gli amministratori dei tenant Office 365 possono provare a verificarne la disponibilità, accedendo al sito https://admin.onedrive.com.

 

Ecco le principali attività rese possibili dal nuovo portale:

  • Gestire le modalità di condivisione dei contenuto OD4B verso gli interlocutori esterni all’organizzazione (analogamente a quanto già disponibile per le site collection SharePoint Online)
  • Limitare l’installazione del client OneDrive for Business per il sync offline
  • Limitare l’esecuzione del sync solo per utenti appartenenti a determinati domini autorizzati
  • Impedire il sync di determinati tipi di file (es. MP3 o MP4)
  • Impostare il valore di default della quota di storage per ogni utente OD4B (di base 1 TB, ma estendibile fino a 5 TB o limitabile)
  • Permettere l’uso delle app solo da determinati IP di provenienza
  • Accedere a una ricca gamma di audit logs, con la possibilità di configurare anche alerts e altri tipi di policies

Ecco un video di introduzione alle funzionalità del nuovo portale amministrativo e a seguire un training per il deployment del client.

 

Microsoft StaffHub, per coinvolgere anche i dipendenti senza PC

Nella iniziative di digital transformation, sempre più spesso di cerca di estendere gli strumenti già a disposizione dei white-collar anche al personale dell’azienda che solitamente non lavora davanti ad un PC, ma che ricopre altri ruoli nell’organizzazione, i cosiddetti blue-collar.

Quindi non solo strumenti Intranet per tutta l’azienda, ma anche altri strumenti che, grazie all’ausilio dei dispositivi mobile, meglio orientati a chi non utilizza il classico browser.

Microsoft continua così ad aggiungere nuovi strumenti all’interno dell’offerta Office 365, tra cui l’ultimo arrivato Microsoft StaffHub.

Attraverso StaffHub è possibile:

  • Gestire il tempo (ad es. i turni di servizio del personale)
  • Facilitare la comunicazione all’interno del team
  • Condividere contenuti

Tra gli scenari d’uso del nuovo strumento, Microsoft evidenzia i seguenti:

  • Accoglienza
  • Viaggi
  • Vendita al dettaglio
  • Ristorazione
  • Assistenza sanitaria
  • Agricoltura
  • Edilizia
  • Produzione

Dal punto di vista dei costi, la risposta ottimale è offerta dalle sottoscrizioni Kiosk (Piani K di Office 365), che garantiscono un costo competitivo pensato che gli utenti che non hanno un utilizzo costante e continuativo di un proprio desktop.

Ecco qui di seguito un efficace video introduttivo, e a seguire una demo sul nuovo strumento.

 

Viaggiare informati, viaggiare sicuri

Oggi usiamo tutti (o quasi) il Web con una certa sicurezza e disinvoltura, navigando come provetti esperti, o anche come semplici utenti.

Spesso non ci rendiamo però conto di affidare dati ed informazioni personali a siti non sicuri. E non parlo soltanto dei siti di e-commerce, dove essendoci transazioni commerciali diventa ancora più lampante, ma più in generale dati che ci riguardano, e che potrebbero contribuire a fornire indizi o contenuti che non ci piacerebbe “condividere” con nessun soggetto terzo, oltre al nostro interlocutore con cui stiamo dialogando.

I siti che offrono maggiori garanzie in tal senso sono quelli che possiamo navigare utilizzando il protocollo HTTPS (lo noti nella parte iniziare della barra dell’indirizzo del browser). Su questi siti i contenuti sono cifrati, e quindi di difficile comprensione per un terzo malintenzionato… lasciando leggibili le informazioni solo a noi e al proprietario del sito web che stiamo utilizzando.

Proprio oggi sono capitato sul sito della posta certificata (si tratta di del portale del Governo italiano dedicato alla PEC, https://www.postacertificata.gov.it/). Parlo del servizio, che in origine aveva l’ambizioso obiettivo di fornire (gratuitamente) una PEC per ogni cittadino, e che è stato poi ridimensionato, rimandando verso i gestori privati che hanno ottenuto lo status di Authority in grado di rilasciare recapiti di posta elettronica certificata (Aruba, Infocert, Postacom, …). La dismissione graduale è prevista entro il marzo 2018.

Oggi però è il 22/01/2017 (quindi in piena operatività), ed atterrando sul sito dell’authority mi sono davvero sorpreso (e preoccupato) ottenendo dal mio browser un warning di sicurezza, relativo alla presenza di un certificato non sicuro (parlo del certificato SSL, che rende cifrata la comunicazione web, utilizzando il protocollo HTTPS).

Ebbene sì… un certificato scaduto il 29/12/2016!

E voi direte… ma dai… che cosa sarà mai…

Eh no! Per me è gravissimo che un’authority impegnata sul campo della digitalizzazione (non solo della pubblica amministrazione, ma per l’innovazione del Paese) si giochi così male la propria credibilità, fornendo linfa vitale agli scettici, a partire da quelli che remano contro a qualsiasi cambiamento.

Per i non addetti ai lavori, rinnovare un certificato SSL costa circa 150-200€/anno… spendendo decisamente meno se di acquistano certificati in grado di durare più anni.

C’è davvero ancora un sacco di strada da fare, soprattutto di tipo culturale. E per me cultura significa essere anche professionali e responsabili del ruolo che si ricopre.

Esplorando il Feature Pack di SharePoint 2016

Microsoft SharePoint Server 2016 è stato rilasciato nel maggio del 2016, seguendo le orme delle versioni che hanno preceduto la più popolare piattaforma di sharing e collaboration.

Con l’arrivo della versione 2016, Microsoft ha anche annunciato un nuovo modo di rilasciare gli aggiornamenti, sulla scorta del motto “Cloud First”.

Le nuove funzionalità vengono infatti rilasciate/testate/consolidate su SharePoint Online, in Office 365, per poi venir “pacchettizzate” in blocchi, e rese disponibili (opzionalmente) anche per la versione on-premises del prodotto.
Nella pratica il concetto di “opzionale”, annunciato da Microsoft quando fu annunciata la roadmap, nella pratica si sta solo in parte concretizzando… se infatti si procede con l’installazione di CU (Cumulative Updates) successivi a novembre 2016…. ci si ritroverà installati anche i componenti del Feature Pack.

Il Feature Pack per SharePoint 2016, rilasciato nel novembre 2016, include quindi diverse funzionalità precedentemente diffuse su Office 365, ed altre novità rivolte ad implementare scenari ibridi online/on-premises.

Questa la lista, recuperata dal blog del team di prodotto:

  • Administrative actions logging for common SharePoint administrative actions.
  • MinRole enhancements to support small and medium-sized farms.
  • A OneDrive for Business modern experience.
  • Custom tiles in the SharePoint app launcher.
  • SharePoint hybrid auditing unified across site collections on-premises and in Office 365.
  • Hybrid taxonomy unified across on-premises and Office 365.
  • OneDrive API for SharePoint on-premises

Il Feature Pack è gratuito, anche se per alcuni aspetti è limitato agli utenti possessori di un contratto di software assurance.
Attenzione e prudenza prima di procedere con l’installazione, come è bene fare prima di affrontare qualsiasi aggiornamento su SharePoint (Service Pack o Cumulative Updates).

Tra le novità evidenti che ci si ritrova dopo il deployment, la nuova SharePoint App Launcher personalizzabile (che ricorda tanto le logiche di Office 365):

Announcing Feature Pack 1 for SharePoint Server 2016 GIF 2

Altro nuovo elemento è quello della nuova user experience di OneDrive for Business, anche questa più vicina all’esperienza vissuta dagli utenti Office 365:

Announcing Feature Pack 1 for SharePoint Server 2016 GIF 1

Altro aspetto interessante, soprattutto per gli information architect, è la Unified Taxonomy, che permette di avere tassonomie condivise tra SharePoint Online e on-premises.

Per i sistemisti SharePoint, sono state rese più “abbordabili” le logiche dei MinRoles, rendendolo un po’ più alla portata delle infrastrutture medie (e non solo giganti); e sono state introdotte logiche di centralizzazione dei logs amministrativi.

Announcing Feature Pack 1 for SharePoint Server 2016 1

Infine, per gli sviluppatori, sono state rilasciate le nuove OneDrive API 2.0, analogo a quanto già reso disponibile sul cloud, offrendo la possibilità di interagire con dati e libraries di OneDrive for Business dalle proprie soluzioni custom.