WSS SP2 alla prova con Windows Server 2003 R2 Beta

Per chi si volesse cimentare nel test del Service Pack 2 di WSS, suggerisco di dare un’occhiata alla pagina
http://www.microsoft.com/windowsserver2003/R2/trial/default.mspx


Qui è infatti possibile richiedere (gratuitamente) l’invio del CD-ROM della versione Beta di Windows Server 2003 R2, che include anche WSS SP2.
Oltre allla richiesta della spedizione del CD è anche possibile scaricare l’immagine ISO, per chi non ha problemi a fare un download da 93 MB.


Il nuovo SP introduce un sacco di interessanti novità, così come ho scritto qualche tempo fa. Proprio perché le novità sono parecchie, interessanti e non di poco impatto… suggerisco vivamente di dare un’attenta occhiata alle istruzioni e alla Reviewers Guide.


Credo che in questo weekend mi ci dedicherò un po’… considerato che nei giorni passati sono stato bloccato da alcuni progetti, e forse ora avrò un po’ di tempo per lo studio.

Backup per SharePoint con SP Manager

Il tema del backup/restore è alquanto temuto e dibattuto, così come scrissi su un vecchio post.


Voglio segnalare che è stata rilasciata la versione 2.0 di SP Manager Enterprise Edition. Si tratta di un tool per effettuare il backup a livello di siti e di singoli oggetti SharePoint. Inoltre gestisce anche i backup incrementali, oltre a quelli full.


Naturalmente è presente un motore per la pianificazione delle attività di backup, oltre alla possibilità di accedere alle risorse offline “backuppate”.


I prezzi del prodotto partono dai 595 USD, a cui aggiungere altri 90 USD di manutenzione annuale. Il pricing è legato al numero dei virtual server da governare.


Per maggiori informazioni vai sul sito del produttore.

Semantic IntraWeb

Pubblico un articolo scritto qualche mese fa in vista di un mio intervento ad un seminario, per condivisione con chi segue il Blog.
Il tutto nasce da alcune considerazioni sull’onda del Semantic Web, e da affermazioni come quelle di Tim Berners-Lee che definisce così il web semantico, “…è un estensione del web attuale in cui le informazioni sono strutturate con un senso compiuto, migliorando il lavoro tra le persone e i computer“.

Semantic IntraWeb

Non solo il Web su Internet sta esprimendo sempre più insistentemente la richiesta di una migliore accessibilità alle informazioni e migliore organizzazione ed integrazione delle risorse. Anche le Intranet aziendali soffrono degli stessi problemi, offrendo agli utenti quantità di informazioni sempre maggiori e difficilmente accessibili. Le Intranet stanno via via passando da semplici contenitori di informazioni web-based a complessi archivi documentali, integrati a servizie sistemi informativi.



La progettazione delle Intranet e la trasformazioni delle attuali infrastrutture non può evitare di fare i conti con questa realtà, trasformando le reti aziendali da semplici “vetrine” dell’organizzazione a funzionali strumenti di accesso e strutturazione delle informazioni.



Molte delle intuizioni del Semantic Web possono dunque essere recepite e implementate anche nell’ambito Intranet, valorizzando –specialmente per le organizzazioni medio grandi– il ruolo degli strumenti di ricerca e categorizzazione dei documenti.



L’intervento cercherà di dimostrare come è oggi possibile condurre con cura l’analisi e la progettazione delle Intranet, valutando sin dal principio le opportunità per facilitare ed integrare le informazioni ed i servizi. Verranno anche presentati, a titolo esemplificativo, alcuni progetti Intranet realizzati ed in corso di realizzazione che prevedono l’implementazione di soluzioni attraverso i Microsoft SharePoint Products and Technologies.



La scelta dei SharePoint Services o di SharePoint Portal Server è funzionale a suggerire una possibile soluzione Open Standard “di serie”, dimostrando come attraverso un prodotto commerciale molto diffuso e solo parzialmente sfruttato sia possibile perfezionare le funzionalità di ricerca e personalizzare i servizi per la categorizzazione delle fonti al fine di migliorare l’accessibilità delle stesse. Analogamente, le tecniche di analisi e di organizzazione delle informazioni presentate possono essere applicate a soluzioni custom realizzate attraverso strumenti non proprietari e integrate a soluzioni Intranet già realizzate.


Le motivazioni

La necessità di gestire adeguatamente ed in modo profittevole il capitale di conoscenza tangibile (documenti, database, ricerche…) ed intangibile (skills, esperienze, competenze…), come prerequisito di successo, porta all’esigenza di adozione e definizione delle caratteristiche di utilizzo di un portale aziendale Intranet ed Extranet al fine di ottenere un accesso completo alle informazioni aziendali (documentazione, dati, applicazioni di utilizzo), che solitamente, risultano suddivise in blocchi isolati e di difficile reperimento.



Molte organizzazioni oggi desiderano poter integrare all’interno delle applicazioni di Office Automazion e all’interno dei Web aziendali:




  • risorse e servizi di ricerca intelligenti e personalizzabili;
  • modalità e funzionalità di aggiornamento e notifica push e pull per ridurre le perdite di tempo rispetto alle informazioni da presidiare;
  • aree di lavoro comuni e condivise dove poter collaborare sui progetti;
  • spazi per discutere e commentare i documenti in lavorazione e riuscire a capitalizzare le esperienze maturate.

Da WordML a PDF

Segnalo un prodotto, a chi avesse la necessità di trasformare documenti WordML in PDF.


Si tratta di Altsoft Xml2PDF, un prodotto scaricabile anche in valutazione che espone un’interfaccia .NET API e permette la creazione dei documenti server-side.


Questa la breve descrizione raccolta dal sito del produttore:
Altsoft Xml2PDF is a .NET based formatting engine for converting XSL-FO, SVG and XHTML files to PDF. It takes XSL-FO, SVG, XHTML or XML+XSLT files as an input and supports compression, font embedding/subsetting, security, interactivity and many other features in PDF generation.


I prezzi variano dai 49 ai 1.599 USD, a seconda della versione.

Per gli amanti delle combinazioni di tasti… su SharePoint

Io non sono mai stato un amante delle combinazioni da tastiera… in particolar modo durante l’erogazione dei miei corsi non le spiego quasi mai, considerandole uno sforzo mnemonico in più (con già tante altre cose da ricordare).


Le combinazioni di tasti mi fanno tornare alla memoria i vecchi incubi trascorsi su Wordstar 4 (ricordate a cosa serviva Ctrl + K + S ?) 🙂


E’ però innegabile la loro comodità di fronte ad un utilizzo esperto e ripetitivo.


Ho letto un bel post dove sono riassunte le principali combinazioni di tasti per SharePoint.

Microsoft “attacca” il formato Adobe PDF con “Metro”

In occasione di WinHEC 2005 Microsoft ha annunciato che con Longhorn introdurrà Metro, quale sistema per la creazione, visualizzazione e stampa dei documenti.


Si tratta in pratica di un insieme di specifiche XML-based (il formato si chiama Metro Reach) per descrivere il layout dei documenti (per il rendering degli stessi in visualizzazione e stampa).


Metro prevederà un visualizzatore ed i file potranno essere creati con la logica print-to-file da qualsiasi applicazione Windows.


Con questa mossa Microsoft cercherà di “rimpiazzare” l’Adobe PDF come formato diffuso per l’interscambio documentale.


Per saperne di più e conoscere qualche dettaglio sulle future specifiche di Metro.

Lavorare con le Site Definitions di SharePoint

Anche oggi, da un cliente, in occasione di un progetto che prevede la personalizzazione di WSS (Windows SharePoint Services), mi sono imbattuto con le Site Definitions


In parole povere, si tratta di un sacco di file e cartelle che danno vita e trasferiscono specifiche impostazioni agli Elenchi e Raccolte di WSS.


Il tutto è solitamente collocato in:
C:\Program Files\Common Files\Microsoft Shared\web server extensions\60\TEMPLATE\1033
se si tratta della versione inglese di WSS/SPS o
C:\Program Files\Common Files\Microsoft Shared\web server extensions\60\TEMPLATE\1040
se si tratta di quella italiana.


Per ogni modello di Elenco o Raccolta c’è una specifica cartella sul file system del server, dentro alla quale sono collocate le pagine .aspx che rappresentano la gestione dei contenuti degli Elenchi e Raccolte create sulla base del relativo template. Oltre a questi file sono poi presenti alcuni file .xml di configurazione, per definire i campi presenti nei diversi form e le impostazioni generali delle liste.
Modificando ad esempio i file contenuti  nella cartella LISTS\EVENTS si andranno a modificare i comportamenti di tutte le liste Eventi (o Calendario) create in tutti i siti su WSS.


Per rimanere nell’esempio, una caratteristica poco gradita del modello Events è il fatto che all’aggiunta di un nuovo appuntamento è richiesto obbligatoriamente di specificare data/ora di inizio dell’appuntamento ma non la fine dello stesso… chi quindi utilizza questo oggetto per gestire la prenotazione di sale riunioni aziendali o altro all’interno della intranet, si trova con molti utenti che prenotano le sale indicando l’inizio della prenotazione… ma non la fine!


Una possibile soluzione è quella di lavorare sulla Site Definition di Events, indicando come required anche la compilazione del campo fine.


Le linee guida per lo sviluppo e il buon senso suggeriscono di evitare la modifica diretta di questi file, e di crearsi invece delle proprie Site Definitions personalizzate. Non è infatti sempre corretto intervenire con delle modifiche che si estenderanno su tutti i siti aziendali… ed inoltre, cosa accadrà di fronte all’installazione di un nuovo Service Pack? Che magari… guarda caso… decide proprio di aggiornare le Site Definitions standard?
Creandosene di proprie si potranno legare specifici comportamenti a particolari template personalizzati, da sfruttare soltanto nei siti dove effettivamente occorrono; ed infine non si correranno rischi di fronte ad un incontrollato Windows Update! 🙂


Per chi desidera approfondire, segnalo un post letto su di un blog che riassume (purtroppo solo parzialmente) la logica delle Site Definitions. Oltre a questo utile prospetto, segnalo da non perdere due articoli pubblicati su MSDN Online. Il primo è sui modelli, sui diversi tipi di file delle Site Definitions; il secondo approfondisce alcuni aspetti trattati nel primo articolo orientando alla corretta personalizzazione dei siti WSS ed SPS.

Scrivere WebParts riusabili

Mi è capitato di vedere un buon articolo su MSDN Online che suggerisce una serie di linee guida per sviluppare WebParts effettivamente riusabili.


Seguendo i suggerimenti si dovrebbero evitare (o limitare) le sorprese in occasione dell’installazione di qualche Service Pack o pensando alla futura versione di SharePoint (e relativa migrazione dei siti).


Magari può essere utile a qualcuno, pertanto lo segnalo. 🙂

PowerPoint è il braccio… tu sei la mente!

Proprio così, è così che si intitola il primo capitolo del libro che ho scritto su PowerPoint 2003, pubblicato per Mondadori, ormai credo alla terza ristampa.


Anche oggi -e non è certo la prima volta- mi è capitato di essere “vittima” della powerpointite, o non so come diavolo chiamarla…


In pratica ormai la gente in azienda è diventata  quasi analfabeta: i tempi sempre più veloci, le esigenze di sintesi e l’esasperata-ante necessità di comunicare, porta da anni all’utilizzo di slides… costringendo a volte timidi relatori di fronte a platee più o meno vaste, attrezzati di videoproiettore, puntatori laser (e chi più ne ha, più ne metta) e come rispondono collaboratori e manager? Via… giù di elenchi puntati!


La sana e vecchia abitudine di scrivere report e ralazioni è ormai un lusso per pochi. Ora si scrivono liste, elenchi… e poco altro.


Ma non fraintendetemi! Anche io uso PowerPoint. E certo non lo ritengo un cattivo strumento. Ma è uno strumento: appunto.


Nessun problema quindi se gli elenchi servono come traccia sintetica per un commento più ampio del relatore. Nessun problema se si tratta di un executive report, poi corredato di report più approfonditi, corredati di dati e grafici per chi è interessato a saperne di più.


Purtroppo PowerPoint non è sempre utilizzato a dovere. E negli Stati Uniti sono addirittura sorti dei movimenti d’opinione contro PowerPoint… Dove alcuni manager proibiscono l’uso di strumenti di presentazione ai propri collaboratori, costringendoli forzatamente a riflettere di più su quanto scrivono e a produrre report e relazioni prive di elenchi puntati. Forse tutto iniziò nel 2001, quando The New Yorker pubblicò un famoso articolo intitolato “Absolute PowerPoint”… [puoi leggere un interessante articolo]
Beh, non esageriamo! Non prendiamocela sempre con gli strumenti. Cominciamo a prendercela con chi li usa, e soprattutto li usa male!


Sul web mi sono imbattuto in un’azienda che realizza persino sfondi per presentazioni business stress


Ho letto di recente anche alcuni articoli, che suggeriscono come sfruttare al meglio PowerPoint. Ma anche in questo caso -così come in tanti altri- servirebbe un po’ più di formazione agli utenti e… una buona dose di buon senso! 🙂

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