Il futuro dei Siti Internet… useremo ancora solo SharePoint?

Sono numerosi i siti Internet realizzati attraverso le funzionalità di Web Content Management (WCM) di Microsoft SharePoint, soprattutto sulla piattaforma SharePoint Server 2013.

La versione 2013 di SharePoint aveva infatti fatto diversi passi avanti sul tema WCM (es. SEO, Friendly URL, Metadata Navigation, Image Renditions, …), e oggi stiamo tutti attendendo da SharePoint 2016 (attualmente in technical preview) un ulteriore potenziamento, visti i progressi dei sistemi concorrenti.

La delusione…

Microsoft pare tuttavia avere una posizione “ambigua” o poco interessata all’evoluzione dei sistemi WCM, tanto che non sono stati fatti investimenti per l’area WCM su SharePoint 2016!

Inoltre ricorderete che nel febbraio scorso Microsoft annunciò la dismissione delle funzionalità Public Website per SharePoint Online su Office 365.

E quindi?

Quindi credo sia il caso di guardarsi attorno, e valutare valide alternative a Microsoft SharePoint, se abbiamo in mente progetti Web evoluti, arricchiti di funzionalità orientate al Digital Marketing (difficilmente realizzabili con le caratteristiche ferme al 2013 di SharePoint).

Quindi se già usate SharePoint, e avete in mente di realizzare un semplice sito Internet… probabilmente SharePoint (2013 o 2016) continua ad essere una valida soluzione.
Se viceversa state pensando a una soluzione più ricca e moderna… allora credo possa convenire studiare un’alternativa, anche in ottica di investimento per il futuro.

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L’alternativa

Oltre due anni fa ho inziato a pormi questo genere di considerazioni, anche osservando la rapidità con la quale il mercato dei sistemi CMS stava trasformandosi verso soluzioni DMS (Digital Marketing Systems).

Da qui, attraverso la mia azienda, abbiamo avviato un percorso di avvicinamento verso la piattaforma Sitecore.

Sitecore è decisamente un passo avanti, e suggerisco di approfondire il tema se in qualche modo state immaginando di ripensare il sito Web.
Ripensandolo in modo che possa attrarre e trattenere contatti e clienti, integrandosi con i sistemi aziendali (CRM, Commerce, …) e con le inziative di comunicazione (multicanalità, social, campagne, …).

Non a caso, anche secondo Gartner, Sitecore è il leader indiscusso nel mercato del WCM, così come tante aziende hanno già compreso (soprattutto fuori dall’Italia).

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Non stupidevi quindi se mi sentirete parlare spesso di Sitecore, su questo blog e non solo!

La Pubblica Amministrazione torna verso il software proprietario?

Negli ultimi anni si parla spesso di Pubblica Amministrazione che abbandona il software proprietario (Microsoft, Oracle, IBM, …), per adottare soluzioni “Open Source”. Il tema genera dibattiti e spesso contrapposizioni “partigiane”.

Spesso l’approccio appare come una palese “cattiva adozione”, confondendo aspetti “ideologici” e illusioni di facili risparmi economici (o di disperata sopravvivenza nei falcidiati bilanci della PA).
Dico facili risparmi perché vengono a volte considerati solo i costi di licenza (ovviamente risparmiati), sottovalutando quelli di adozione, gestione, formazione, compatibilità,  …

Mi sono imbattuto in un interessante articolo su ZDNet, per mano di Federico Guerrini, dove viene annunciata una significativa inversione di tendenza.

L’articolo trae spunto da uno studio condotto da Netics Observatory, dove si racconta l’esperienza del Comune di Pesaro, passato a Microsoft Office 365 dopo alcuni anni di OpenOffice.

Qui qualcuno potrà puntualizzare che sarebbe forse stato meglio adottare LibreOffice, piuttosto che OpenOffice… ma non credo che cambi la sostanza di fondo.

Non esprimo giudizi, ma osservo con interesse i fenomeni, e le inversioni di tendenza.

Prime indiscezioni pubbliche su SharePoint 2016

Durante la conferenza Microsoft Ignite Bill Baer ha presentato la roadmap di SharePoint 2016 (la prossima release on-premises di SharePoint), così come ho raccontato nei miei post dei giorni scorsi.

Rispetto alle novità del prodotto, sono state evidenziati alcuni aspetti, che tradurranno su SharePoint 2016 alcune delle funzionalità già rilasciate (o in rilascio) su SharePoint Online. Si invertirà così la tendenza: mentre in passato SharePoint Online era un “adattamento” per il cloud della versione on-premises, con la versione 2016 avverrà il contrario.

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La Roadmap

Rispetto ai tempi di rilascio sono state confermate le ultime indiscrezioni, che prevedono il rilascio della beta pubblica nell’ultimo trimestre del 2015 e il rilascio dell’RTM nel secondo trimestre del 2016.

Bill ha anche lasciato immaginare che la beta potrebbe essere anticipata a “dopo l’estate”.

Le novità

E’ ancora presto per descrivere il “What’s new”, ma il focus, per chi è abituato ai grafici a torta che hanno anticipato il rilascio delle precedenti versioni, è concentrato su:

  • Files
  • Content Management
  • Sites and Portals

SharePoint 2016 porterà on-premises anche Delve, sul cui motore (Office Graph) cui si baserà tra l’altro la nuova pagina “About me”. Sempre su questo aspetto è stato ipotizzato anche il rilascio di aggiornamenti per la versione 2013 in grado di introdurre alcuni aspetti legati a Delve, così come avvenuto per OneDrive for Business con il rilascio dell’SP1 di SharePoint 2013.

OneDrive for Business, come già raccontato, assumerà un ruolo centrale su Office 365, ma anche SharePoint 2016 beneficierà delle novità introdotte.

Saranno numerosi gli scenari “ibridi” possibili, con l’unificazione degli indici del search tra online e on-prem, grazie al nuovo cloud search service.

Il processo di deployment introdurrà il concetto di “ruoli”, con la possibilità di specificare sin dal setup il tipo di ruolo che avrà il server, installando i soli componenti necessari e ottimizzando così tempi e risorse.

Sarà migliorato anche il componente Health Analyzer, che estenderà la scansione delle informazioni anche sugli aspetti di compliance.

Le operazioni di patch della farm saranno facilitate dalla semplificazione delle lingue (le patch dei 18 language pack saranno condensati in un unico pacchetto) e gli aggiornamenti più piccoli saranno resi installabili con “zero downtime”.

Bill ha citato altre novità, tra cui:

  • Investimento verso la cloud-based authentication con SAML e OAuth
  • Potranno essere utilizzate anche porte TCP non di default per le connessioni cifrate
  • Il processo di provisioning delle site collection non sarà più un componente “pesante”, ma è stato definito “small and fast”
  • Anche i contenuti di Project Server saranno integrati con i Content DB classici
  • Saranno introdotti i “durable links”, ossia una sorta di link permanenti verso i documenti, indipendentemente dalla loro riorganizzazione o dalla rinomina dei file (una sorta di evoluzione di quanto già rendeva possibile il Document ID)
  • Sarà introdotto il supporto del formato ODF per il salvataggio del file

I requisiti

Per i requisiti per il setup di SharePoint 2016, il livello minimo sarà Windows Server 2012 R2 oppure Windows Server “10”, inclusa la presenza di AppFrabric 1.1 (nonostante di annunci di tecnologia deprecata).

Non saranno più possibili le installazioni “standalone”, così come non sarà più rilasciato il setup “single server” con incluso il motore SQL Server Express Edition.

L’upgrade

Come ormai già abituati, non sarà possibile effettuare un upgrade “double-hop”, ossia un aggiornamento diretto da SharePoint 2010 a 2016.

Anche l’upgrade delle site collection (la vecchia visual upgrade) dovrà per forza passare dalla UI di SharePoint 2013 prima di essere traghettata sulla versione 2016.

Molti dei vecchi limiti di prodotto saranno superati (non sono stati ancora annunciati i nuovi confini).

 

Per chi volesse vedere l’intera sessione di Bill, ecco il link alla registrazione della sessione.

Evoluzioni in vista per OneDrive for Business

Alla recente Microsoft Ignite, appena conclusa a Chicago, tra le tante sessioni dedicate al mondo di Office 365, ho seguito grazie a Channel9 la sessione dedicata al futuro di OneDrive for Business.

Reuben Krippner di Microsoft ha confermato i rumors rispetto al rilascio di un nuovo client, in grado di gestire il sync offline selettivo (per file), con anche updates e rilasci intermedi che saranno distribuiti nel corso di quest’anno.

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Per i diversi dispositivi mobile è confermata l’intenzione di far convergere in un’unica app l’utilizzo di tutti i file dell’utente, sia quelli business che quelli personal (offrendo anche il supporto per più tenant O365).

Nella strategia OD4B ha assunto un ruolo semplificabile in una sorta di posizionamento per “il nuovo file system”… non parlo di un vero e proprio file system da sistema operativo, ovviamente, ma di un nuovo modo di immaginare la gestione dei file, nata su Office 365 ma applicata a tutti i tipi di dispositivo, con grande attenzione all’usabilità degli utenti ma anche alla possibilità di governo e sicurezza da parte dell’IT.

Nel lessico di Microsoft si parla di OD4B, ma noi sappiamo che questo significa archiviazione su SharePoint (fino a 1 TB, e a tendere illimitata su O365), sync offline, facilità di condivisione e accesso multidevice):

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Ruolo sempre più centrale il costesto OneDrive su Office 365, che rimpiazza per buona sostanza il vecchio concetto di MySite noto a molti utilizzatori di SharePoint, attraverso il quale gestite *tutti* i propri file… dalla personal library, a quelli condivisi sulle libraries dei vari SharePoint Sites.

Da SharePoint, che resta la base sottostante, restano valide le opzioni di file system “evoluto”, come versioning, recycle bin, metadata, ecc.

Anche utilizzando Outlook via browser, anche il sempliche inserimento di un allegato ad un messaggio email ora offre la possibilità di scegliere se allegare il file in modo tradizionale o attraverso una condivisione semplificata attraverso il proprio OD4B:

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L’aggregazione di contenuti presentati all’utente attraverso Delve considera anche i file condivisi attraverso OD4B.

Per migliorare il governo da parte dell’IT, a brevissimo saranno rilasciate le funzionalità (in parte già anticipate su altri miei post) per Auditing report, DLP, IRM, Encryption, Retention policies, …

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Ma alla domanda “OneDrive” o “TwoDrive”, che polemicamente ho fatto alla platea dell’ultima SharePoint&Office Conference, ecco la risposta, che conferma la volontà di far convergere i due OneDrive verso un unico strumento, in grado di soddisfare sia le esigenze personali che quelle aziendali:

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Ed ecco infine la roadmap, con svelati un po’ di tempi necessari per completare questa importante transizione:

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Yammer si sposta nei data center di Microsoft

Altro passo importante per l’integrazione di Yammer con Office 365 ed i servizi online di Microsoft, con l’annuncio dello “trasloco” dagli storici data center Yammer di San Francisco ai data center di Microsoft Office 365.

Yammer

Un passaggio importante, anche per chi desidera che i propri dati risiedano dell’Unione Europea e non negli Stati Uniti, come molte organizzazioni europee.

Il porting è pianificato per il 16/05/2015, e tra i cambiamenti sarà anche modificato l’indirizzamento IP (dettaglio importante per chi ha configurato regole sui firewall per far accedere i dipendenti a Yammer).

Più in generale suggerisco di tener sotto controllo questa pagina per conoscere le novità e le caratteristiche sui temi di privacy e rispetto delle normative locali sul trattamento dei dati.

Migliorata ancora la protezione di Office 365

Il tema protezione e security è da sempre uno dei focus di Office 365, e nel rilascio di nuove funzionalità annunciate oggi è possibile trovare diverse novità in materia:

  • Customer Lockbox for Office 365 estende ancora le funzionalità per il logging e l’auditing amministrativo, offrendo ai clienti la massima trasparenza anche quando è richiesto l’intervento dei tecnici del supporto di Office 365.
  • Gli strumenti per il DLP (Data Loss Prevention), già disponibili per Exchange Online, ora hanno arricchito (in Public Preview) anche SharePoint Online e OneDrive for Business.
  • Annunciate anche le Office 365 Management Activity API, che aumenta le possibilità per gli ISV nel realizzare applicazioni in grado di interagire con i logs e con le informazioni di sistema disponibili per gli utenti di Office 365 (in particolare per quelli “mobile”).

CustomerLockbox FI