Microsoft StaffHub, per coinvolgere anche i dipendenti senza PC

Nella iniziative di digital transformation, sempre più spesso di cerca di estendere gli strumenti già a disposizione dei white-collar anche al personale dell’azienda che solitamente non lavora davanti ad un PC, ma che ricopre altri ruoli nell’organizzazione, i cosiddetti blue-collar.

Quindi non solo strumenti Intranet per tutta l’azienda, ma anche altri strumenti che, grazie all’ausilio dei dispositivi mobile, meglio orientati a chi non utilizza il classico browser.

Microsoft continua così ad aggiungere nuovi strumenti all’interno dell’offerta Office 365, tra cui l’ultimo arrivato Microsoft StaffHub.

Attraverso StaffHub è possibile:

  • Gestire il tempo (ad es. i turni di servizio del personale)
  • Facilitare la comunicazione all’interno del team
  • Condividere contenuti

Tra gli scenari d’uso del nuovo strumento, Microsoft evidenzia i seguenti:

  • Accoglienza
  • Viaggi
  • Vendita al dettaglio
  • Ristorazione
  • Assistenza sanitaria
  • Agricoltura
  • Edilizia
  • Produzione

Dal punto di vista dei costi, la risposta ottimale è offerta dalle sottoscrizioni Kiosk (Piani K di Office 365), che garantiscono un costo competitivo pensato che gli utenti che non hanno un utilizzo costante e continuativo di un proprio desktop.

Ecco qui di seguito un efficace video introduttivo, e a seguire una demo sul nuovo strumento.

 

Viaggiare informati, viaggiare sicuri

Oggi usiamo tutti (o quasi) il Web con una certa sicurezza e disinvoltura, navigando come provetti esperti, o anche come semplici utenti.

Spesso non ci rendiamo però conto di affidare dati ed informazioni personali a siti non sicuri. E non parlo soltanto dei siti di e-commerce, dove essendoci transazioni commerciali diventa ancora più lampante, ma più in generale dati che ci riguardano, e che potrebbero contribuire a fornire indizi o contenuti che non ci piacerebbe “condividere” con nessun soggetto terzo, oltre al nostro interlocutore con cui stiamo dialogando.

I siti che offrono maggiori garanzie in tal senso sono quelli che possiamo navigare utilizzando il protocollo HTTPS (lo noti nella parte iniziare della barra dell’indirizzo del browser). Su questi siti i contenuti sono cifrati, e quindi di difficile comprensione per un terzo malintenzionato… lasciando leggibili le informazioni solo a noi e al proprietario del sito web che stiamo utilizzando.

Proprio oggi sono capitato sul sito della posta certificata (si tratta di del portale del Governo italiano dedicato alla PEC, https://www.postacertificata.gov.it/). Parlo del servizio, che in origine aveva l’ambizioso obiettivo di fornire (gratuitamente) una PEC per ogni cittadino, e che è stato poi ridimensionato, rimandando verso i gestori privati che hanno ottenuto lo status di Authority in grado di rilasciare recapiti di posta elettronica certificata (Aruba, Infocert, Postacom, …). La dismissione graduale è prevista entro il marzo 2018.

Oggi però è il 22/01/2017 (quindi in piena operatività), ed atterrando sul sito dell’authority mi sono davvero sorpreso (e preoccupato) ottenendo dal mio browser un warning di sicurezza, relativo alla presenza di un certificato non sicuro (parlo del certificato SSL, che rende cifrata la comunicazione web, utilizzando il protocollo HTTPS).

Ebbene sì… un certificato scaduto il 29/12/2016!

E voi direte… ma dai… che cosa sarà mai…

Eh no! Per me è gravissimo che un’authority impegnata sul campo della digitalizzazione (non solo della pubblica amministrazione, ma per l’innovazione del Paese) si giochi così male la propria credibilità, fornendo linfa vitale agli scettici, a partire da quelli che remano contro a qualsiasi cambiamento.

Per i non addetti ai lavori, rinnovare un certificato SSL costa circa 150-200€/anno… spendendo decisamente meno se di acquistano certificati in grado di durare più anni.

C’è davvero ancora un sacco di strada da fare, soprattutto di tipo culturale. E per me cultura significa essere anche professionali e responsabili del ruolo che si ricopre.

Architetture scalabili, bravi sviluppatori… e poi arriva il Black Friday

Certo che il Black Friday è davvero ovunque… creando spesso vantaggiose occasioni d’acquisto in ormai tutti i settori (non solo online).

Sarebbe interessante misurare il picco dell’economia, sicuramente movimentata nella giornata, e sarebbe ancor più interessante valutare il crollo della produttività di impiegati più concentrati ad inseguire l’offerta in scadenza che a condurre le proprie mansioni lavorative!

Ma il Black Friday è anche una grande occasione per valutare i portali web ben fatti, scalabili, capaci di reggere i picchi di richieste (sicuramente bel più alte della media), apprezzando quelli che hanno compreso i benefici del cloud e delle tecniche di sizining e autoscaling. Quelli ben fatti insomma.

Il Black Friday è dunque anche vissuto con terrore da molti sviluppatori e fantomatici architetti del web, che dovranno spiegare ai propri imprenditori di riferimento come mai hanno perso un’occasione per gonfiare il fatturato… gli stessi imprenditori che, molto spesso, hanno gestito con miopia gli investimenti, ed ora ne pagano le conseguenze.

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Quest è tornata

Molti ricorderanno Quest come uno dei principali player di tool per SharePoint (e non solo), di cui negli ultimi anni si è sentito parlare pochino…

Quest infatti qualche anno fa fu acquisita da DELL Computer, che costruì attorno ad essa la sua divisione software.

Ora Quest è tornata ad essere un soggetto autonomo, fuoriuscendo da DELL, grazie all’intervento del fondo di investimento Francisco Partners e ad Elliott Management Corp.

Vedremo se nei prossimi giorni torneranno a sfornare novità interessanti per i prodotti a supporto del nostro amato SharePoint e di Office 365.

Ma servono veramente tutte queste riunioni?

Periodicamente mi trovo a discutere, con colleghi e clienti, sull’effettiva utilità di certi meeting.

In particolare a volte vedo impostare progetti (della durata complessiva di pochi mesi) che richiedono SAL (meeting di stato avanzamento lavori) settimanali… sì, settimanali!

In altri casi mi è capitato di dover partecipare a meeting con oltre dieci persone attorno al tavolo… a volte fino a venti!

Mettere diverse persone attorno a un tavolo (reale o virtuale che sia) per scorrere “insieme” un GANTT è un piano lavori, per dire: “Fatto… Fatto…. questo è slittato…”.

Ma non basterebbe forse una project tasks list su un sito SharePoint per aggiornare tutti, senza scomodare o distrarre nessuno?

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Eppure so di essere un privilegiato, uno che la tecnologia la usa e cerca di farla usare ai clienti… che riescono a comprendere il valore di uno Skype meeting da un’oretta, al posto di una trasferta costosa e inefficiente. Anzi suggerisco di dare un’occhiata a questo utile ebook gratuito.

“Ma come… è solo una riunione di un’oretta…”
OK, moltiplica il costo orario delle dieci persone invitate per l’oretta, e aggiungi il tempo e I costi per la trasferta…

Leggevo che lo U.S. Bureau of Labor ha calcolato che ogni anno solo negli Stati Uniti, si stima una perdita di 37 miliardi di $, causati da meeting superflui!

Non voglio certo affermare che non si debbano fare riunioni, ma credo che vadano dosate con attenzione, soprattutto in quelle realtà dove non esistono project manager dedicati, e quindi coinvolgere le persone nel meeting significa distoglierle dal progetto, o meglio dalle attività operative del progetto.
Ridurre il numero dei meeting aumenta proporzionalmente la qualità della partecipazione, ed il valore del risultato.

Secondo un sondaggio di Verizon, il 90% dei partecipanti ad un meeting ammette di aver pensato ad altro durante la riunione, o di non ricordare parti più o meno estese del meeting…

Grazie ad una delle funzionalità recentemente introdotte in Office 365, anche partendo da Outlook 2016 è possibile selezionare un messaggio e cliccare sul pulsante MyAnalitics dal ribbon… oppure puoi accedere alla pagina di Delve su https://azienda-my.sharepoint.com/_layouts/15/me.aspx/?v=analytics… si finisce in una pagina per certi versi interessante e per altri inquietante. Le statistiche di come dedico il mio tempo lavorativo…

Provo a condividere qualche mio dato reale:

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Trovo interessante che nelle mie 40,5 ore di attività abbia speso 3,5 ore in meeting, 12,1 ore per gestire l’email e 4,8 ore le abbia condotte in orario extra lavorativo.

Pensando alle 3,5 ore di meeting, 1,5 ore le ho passate facendo altro… durante la riunione:

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Ma passo un sacco di tempo (12,1 ore, di cui 4,5 h a scrivere messaggi e 7,7 h a leggere quelli ricevuti) a lavorare su Outlook, scoprendo che le il 93% delle email che invio viene letto, e che leggo il 96% dei messaggi ricevuti:

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Osservando i dati confrontati con la media aziendale, vedo che mediamente i colleghi dedicano 3,4 ore all’email…

Analizziamo infine il mio tempo straordinario, ed ecco che scopro di dedicarlo alle email (e non ai meeting, menomale!):

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OK, oggi ero a casa con l’influenza e non mi andava di scrivere un post su SharePoint Smile

PS
Le nuove funzionalità di Analytics di Office 365 sono disponibili nel Piano E5.

Ancora maggiore supporto al No Profit da parte di Microsoft

Già da molti anni Microsoft sostiene le organizzazioni No Profit, con importanti donazioni e offrendo prodotti gratuiti o fortemente scontati.

Il primo tra tutti è sicuramente Office 365, gratuito per le associazioni e istituzioni No Profit.

Recentemente, in occasione della conferenza Ignite 2016, Microsoft ha annunciato di estendere ancora lo spettro degli strumenti offerti gratuitamente.

Da non trascurare l’offerta di credito Azure, pari a 5.000 USD l’anno, più che sufficiente per allestire un piccolo data canter sul cloud per molte associazioni che hanno pochi mezzi e che sono a volte costrette a ricorrere a sistemi poco efficienti e poco sicuri.

Qui è possibile scoprire quali sono i prodotti e i servizi offerti da Microsoft per il mondo No Profit.

Risultati immagini per no profit

Brutte notizie per Yammer da Microsoft Ignite

Nel 2012 fece parecchio scalpore l’acquisizione di Yammer da parte di Microsoft (1,2 miliardi di USD), lasciando molti di noi un po’ perplessi.

Ricordo anche in occasione di SharePoint Future 2012 e dell’Italian SharePoint Conference 2013 ci furono diverse discussioni, per cercare di “inquadrare” le direzioni di Microsoft, che poco prima avevano rilasciano una serie di “social features” all’interno di SharePoint 2013.

In questi giorni si sta svolgendo ad Atlanta la conferenza Microsoft Ignite, e ora appare chiaro che l’evoluzione di Yammer, in ottica di integrazione con gli Office 365 Groups… ha un po’ il sapore della “resa”. Ed alcuni commentatori parlano esplicitamente di abbandono di Yammer Enterprise nel prossimo 1° gennaio 2017.

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Il Product Group di Office 365, attraverso il proprio blog, assume una posizione più morbida, descrivendo che Yammer non scomparirà, ma che sarà più intimamente legato agli altri servizi Office 365… mentre quello che verrà dismesso sarà il vecchio “mondo Yammer”, che in tanti abbiamo criticato come disconnesso e poco integrato con il resto di Office 365 (SharePoint Online in primis).

In questo video si comprende qualcosa di più.

Suggerisco quindi di approfondire il tema degli Office 365 Groups, visto che sembra essere il prossimo “cavallo vincente

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Proprio settimana prossima terrò una sessione su questi temi ai Community Days 2016… ed è un po’ “imbarazzante” preparare la sessione con questo tipo di novità in movimento…

Si allarga ancora la famiglia Office 365

Microsoft Office 365 è in continua evoluzione.
Lo afferma con decisione lo slogan “Cloud First”, con cui Microsoft sostiene una politica che introduce prima sul cloud soluzioni e strumenti che –a volte- potranno essere introdotti anche nel mondo on-premises, oppure resteranno solo disponibili online.

Anche solo uno sguardo nel mio App Launcher (le voci sono legate al tipo di sottoscrizione attiva e dei prodotti licenziati all’utente), la scelta si sta facendo ricca…

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Tra I rilasci recenti ricordo in particolare Planner e Stream.

Planner

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Planner è uno dei componenti di Office 365 recentemente usciti dal periodo “Preview” (per gli utenti che hanno attivato l’opzione “First Release”), e quindi disponibili agli utenti che hanno sottoscritto un piano adeguato:

Office 365 Enterprise E1, Office 365 Enterprise E3, Office 365 Enterprise E4, Office 365 Enterprise E5, Office 365 Education, Office 365 Education E3, Office 365 Education E4, Office 365 Business Essentials and Office 365 Business Premium. Planner will be included in several additional Office 365 plans.

Per una verifica aggiornata, visita questo sito.

Di cosa si tratta?

Planner è un tool di “tasks management”, assimilabile (anche se solo in parte) a strumenti della famiglia “Trello”.

Lo strumento segue lo spirito della collaborazione per team, integrandosi bene con gli altri componenti del mondo Office 365, presentando una bella interfaccia, intuitiva e in grado di offrire un efficace colpo d’occhio. L’URL di accesso è https://tasks.office.com.
Per maggiori informazioni qui trovi una guida.

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Planner non è definibile come uno strumento di project management… e per chi ha esigenze “spinte” di gestione progetti… ovviamente potrà ricorrere a Project Online (lite e Professional).

Allinea obiettivi e impegni

Stream

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Stream è attualmente ancora in versione Preview, ma è anche utilizzabile (sempre come beta) anche autonomamente attraverso il sito: https://stream.microsoft.com

Il servizio di multimedia streaming è gratuito (almeno pare per ora), e può essere utilizzato similarmente a Youtube o Vimeo.

Dietro le quinta viene struttata la capacità di Media Services di Azure.

Il punto di forza di Stream è l’integrazione con Office 365 e con la Azure Directory degli utrenti. Questo significa poter creare condivisione di video a gruppi o utenti della propria organizzazione, beneficiando delle logiche di single sign-on (SSO) di Office 365.

Non è ancora ben chiaro se questo nuovo componente manderà davvero in pensione Office 365 Video Portal, oppure se resterà vivo anch’esso, quale repository complemento gestito nell’ambito del tenant Office 365 dell’organizzazione.

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Non solo Apps

Ma non ci sono solo nuove applicazioni, ma anche importanti novità sulle “vecchie” applicazioni, proprio a partire da SharePoint Online.
Nei prossimi post proveremo ad esplorare la Modern UI e le altre “diavolerie” in arrivo.

Annunciato il rilascio di SharePoint Server 2016 RTM

Microsoft ha annunciato il rilascio della versione RTM (Release to Manifacturing) di SharePoint Server 2016, completandone così lo sviluppo e test.

La versione RTM è già scaricabile!

I clienti che hanno sottoscritto contratti di volume licensing sarà possibile disporre della nuova versione di SharePoint da inizio maggio.

Il 4 Maggio 2016 è previsto un evento virtuale per il lancio ufficiale del nuovo SharePoint.