Category Archives: Strategie e affini

Strategie e affini

Un Backup al sicuro… dall'apocalisse

GitHub, Microsoft ed altri importanti player hanno deciso di mettere al sicuro i codici sorgenti dei loro più importanti progetti software.

Pensando anche alle catastrofi più terribili, la scelta è ricaduta in una ex miniera tra Norvegia e Polo Nord, in quello che oggi è definito l’Artic World Archive.

Gli archivi, composti da 200 memorie da 150 GB l’una, sembrerebbero aver garanzie di sopravvivenza almeno per i prossimi 750 anni.

Qual è il livello di disponibilità dei servizi Office 365?

Si sente spesso parlare di SLA (Service Level Agreement) con riferimento alla misurazione dell’Uptime di un servizio online.

Contrattualmente Microsoft 365 offre un livello di availability pari al 99,9% (che significa 99,900000%).

Cosa significa?

Il calcolo semplificato è rappresentato da una semplice formula:
((tempo totale-tempo del downtime)/tempo totale)*100

Immaginando un periodo di un mese (43.200 minuti), ed un disservizio da 8 ore (480 minuti), il calcolo semplificato sarebbe:

((43.200-480)/43.200)*100 = 98,88888889%

La formula più completa per calcolare l’uptime è:
((minuti di utilizzo per utente – muniti di downtime)/minuti di utilizzo per utente)*100

Ad esempio

  • Minuti in un mese da 30 giorni: 43.200
  • Utenti attivi di Office 365 (dato un po’ vecchiotto): 85.000.000
  • Minuti di disponibilità agli utenti di un mese: 3.672.000.000.000
  • Utenti presenti nella regione di Office 365 (anche questo dato è vecchiotto e riferito ad UK): 2.500.000
  • Ore di disservizio riscontrate nel mese: 8 (480 minuti)
  • Totale dei minuti persi: 1.200.000.000
  • Availability: 99,96732%

Capite bene che un uptime del 100% è una pura utopia.

Ma come sta andando l’uptime di Office 365?

Direi niente male… e Microsoft rende pubblici i dati di uptime:

Un fiume di novità rilasciate dopo Ignite 2019

Come anticipato nel post della scorsa settimana, con l’evento Ignite 2019 di Orlando Microsoft ha annunciato o rilasciato un fiume di novità per Office 365 (e non solo).

Già si parlava di 142 annunci, molti dei quali apparentemente poco rilevanti, mentre altri decisamente attesi e graditi dalla comunità.

L’annuncio del Progetto Cortex, che espande le capacità dell’Intelligenza Artificiale (AI) applicata al discovery delle informazioni e alla valorizzazione della conoscenza implicita, ponendo le basi per una Intranet sempre più “intelligente” e abilita a scenari sempre più rivolti al Knowledge Management.

topic cards.gif

Dai temi più “visionari” agli aspetti ed alle funzionalità più pratiche ed immediate.

I nuovi SharePoint Home Sites, ossia il nuovo concetto di “landing page” di SharePoint Online, rappresenta un’importante innovazione e miglioramento per offrire agli utenti una visione accattivante, personalizzata e centralizzata per accedere ai propri siti e contenuti, aggregando le più importanti novità ed offrendo uno sguardo sempre aggiornato.

Le funzionalità di gestione dei siti multilingua (alleluja!), applicate alle componenti di publishing dei modern sites di SharePoint Online, che rispondono alla pressante richiesta di gestione di contenuti multilingua per le organizzazioni internazionali e contribuiscono ad allontanarci dalle necessità di utilizzo di vecchie funzionalità “classic” come le odiate variations.

Multilingual publishing.gif

Notevoli ed attese anche le funzionalità per migliorare l’integrazione tra SharePoint e Teams, tra cui la possibilità di sfruttare (finalmente) le funzionalità avanzate delle library e delle liste SharePoint Online all’interno dei tab Files di Teams.
Oppure pensando all’interessante “wizard” per integrare contenuti SharePoint in Teams.
Senza poi soffermarci sulle tanto attese capacità di Teams di applicare security ai propri canali (evviva!).

Teamify_MSIgnite-2019.gif

Altre novità, ora disponibili su OneDrive (ma sappiamo che sono spesso preludio che anticipa quanto verrà poi rilasciato anche per i siti SharePoint), come le nuove File Cards, le nuove modalità di richiesta di accesso e condivisione ai file, oppure ai miglioramenti del Differential Sync (che ottimizza di gran lunga l’utilizzo della banda).

Anche la home page di Office.com introduce un restyling, confermando la centralità del Search box (che abbiamo già visto posizionarsi al centro della suite bar di Office 365 negli ultimi mesi), ed enfatizza i concetti di documenti e attività recenti.

office.jpg

Ma vi parlavo di 142 annunci di novità… quindi ci sarà un bel po’ di materiale per nuovi post, che continuerò a pubblicare nelle prossime settimane.

arriva Ignite 2019… e tante novità in arrivo

Immancabile la settimana di Ignite 2019, quest’anno ad Orlando (Florida), l’appuntamento annuale di Microsoft che ormai da tempo ha “assorbito” diverse delle conferenze tecniche per gli addetti ai lavori, tra cui quelle riferite alle tecnologie per la comunicazione, la collaborazione e la condivisione.

Dal 4 all’8 novembre 2019 si alterneranno sui palchi centinaia di speaker (1684 per la precisione), a partire dalle keynote di rilievo (saranno presenti da Satya Nadella, a scendere, molti dei top manager di Microsoft).

Satya Nadella affronterà una keynote session sulla “vsion”, nella sala centrale riservata a 3.000 partecipanti.

Sarà quindi il turno delle technology keynote, con:

  • Scott Hanselman a presentare le novità per le soluzioni per l’App development,
  • Julia White e Jason Zander a parlare di Azure,
  • Jared Spataro e Brad Anderson presenteranno il mondo della produttività sul cloud,
  • Kirk Koenigsbauer, Ann Johnson e Bret Arsenault descriveranno la roadmap di security, compliance e identity
  • James Phillips e Ayman Taha presenteranno come la Power Platform possa introdurre creatività e innovazione nelle organizzazioni

Le keynote session e diverse sessioni saranno diffuse anche in streaming sui canali Youtube (per noi italiani alle ore 14.00 del 4 novembre).

Come ogni anno, anche questo Ignite sarà l’immancabile occasione per annunciare il rilascio di novità e nuove funzionalitài rumors parlano di ben 142 annunci di novità, grandi o piccole!

Utilizzare immagini sulle e-mail studiate anche per il “Dark Mode”

Come annunciai alcune settimane fa, stanno diffondendosi gli utilizzi della “Dark Mode” su Outlook e su altre applicazioni, soprattutto per i dispositivi mobile.

Lo scopo è quello di rilassare maggiormente la vista e risparmiare il consumo dell’energia delle batterie (contribuendo così ad un ambiente migliore).

Utilizzando Outlook in dark mode sul mio telefono non posso non notare effetti “pacchiani” sulla resa di alcune immagini contenute nei messaggi, che hanno frequentemente uno sfondo bianco… che chiaramente “spara” su uno sfondo nero, creando un patchwork poco gradevole.

Ecco un esempio di e-mail contenente la mia signature in calce… ho utilizzato la mia firma, con spirito di autocritica, senza mettere in difficoltà nessuno dei miei contatti 🙂

ed ecco come viene ricevuta dal mio Outlook mobile in dark mode:

Grazie all’utilizzo di immagini PNG con fondo trasparente (e non dei classici JPG) il risultato è accettabile sul logo di Green Team, sugli elementi grafici del pay-off, ma perde un pezzo importante del logo Microsoft Partner… dove noterete scomparire proprio la scritta “Microsoft Partner” scritta in colore nero su sfondo nero.

Morale?
Studiamo e testiamo con attenzione i formati per i messaggi delle nostre newletter o anche -banalmente- per le nostre e-mail signature. Il rischio è commettere errori comunicativi e apparire poco professionali nella nostra comunicazione elettronica.

Qual è il ritorno dell’investimento di Microsoft Teams?

Qualche tempo fa Forrester Research ha pubblicato uno studio, corredato di infografiche, sull’impatto economico globale a seguito dell’introduzione di Microsoft Teams.
Lo studio risale ad Aprile 2019, ma credo sia ancora perfettamente attuale.

Alcuni dati:

  • Sono 4 le ore settimanali risparmiate, grazie ai miglioramenti introdotti dai nuovi strumenti per la collaborazione (efficienza del 17,7%)
  • Sono 150 la media dei viaggi di lavoro sostituiti da un online meeting nell’arco di tre anni
  • Sono 45 i minuti alla settimana risparmiati per i firstline workers (18,9% dei meeting settimanali ridotti)

Per chi volesse approfondire:

Ma i Curriculum hanno ancora valore?

OK, lo so che la domanda è un po’ retorica, ma vorrei condividere oggi una piccola provocazione.

Mi è stato recentemente chiesto di condividere il mio curriculum vitae, nell’ambito di un’attività di progetto. Erano un po’ di anni che non aggiornavo il mio CV, e mi sono domandato: “ma i CV hanno ancora valore?

Se dovessi inserire sul mio CV tutte le esperienze progettuali, dopo 28 anni di attività, temo che andrei a produrre un CV lungo e forse anche un po’ noioso. Probabilmente anche un po’ “pedante”.

Ha quindi senso produrre un CV da una decina di pagine?
Io credo di no. Credo di no perché chi legge oggi un CV non credo abbia molto tempo a disposizione per farlo, e perché ormai siamo tutti sempre meno abituati ad avere la pazienza della lettura (eh sì, sono gli effetti collaterali dell’era di Twitter…).

Mi sono quindi messo nei panni di chi dovrà ricevere il curriculum (del resto ne ricevo tanti anche io), ed ho quindi provato a fare un piccolo “esercizio di stile”, producendo non un CV ma una “Professional Timeline“.

Lo so che non è esattamente la stessa cosa, ma credo sia una buona traccia per fare conversazione durante un colloquio e che possa offrire spunti per comprendere il tipo di profilo descritto.

Per la dodicesima volta di fila Microsoft MVP!

Per la dodicesima (12!) volta di fila ho ricevuto il premio Microsoft MVP (Most Valued Professional)!

E’ per me un onore, oltre che un piacere, che sottolinea l’impegno nei confronti della comunità tecnica rivolta al mondo di Microsoft SharePoint e Office 365.

Il premio, per l’anno 2019-2020, è ancora una volta riferito alla categoria Office Apps & Services.

Far parte, da oltre 12 anni, di questa élite esclusiva è motivo di soddisfazione ed orgoglio!

Esteso il DLP anche sulle Chat di Teams

Le funzionalità di DLP (Data Loss Prevention) di Office 365, raccolte all’interno della famiglia di Office 365 Information Protection, si estendono anche alla protezione dei contenuti delle Chat e dei Canali messaggi di Microsoft Teams.

Se quindi qualche utente dovesse scambiare informazioni considerate “classificate” all’interno di una Chat di Teams, le regole di DLP potrebbero intercettare l’evento a applicare azioni correttive (dalla segnalazione di un alert ad interventi più drastici.

Le funzionalità di DLP, già applicate al mondo Exchange Online, SharePoint Online e OneDrive for Business, sono strumenti estremamente utili per quelle organizzazioni che temono la perdita di conoscenza e informazioni, spesso legata ad eventi e comportamenti di dipendenti “infedeli” o in uscita dall’azienda.

Anche Windows 7 verso la fine del supporto… siete pronti?

Windows 7 è (o è stato) uno dei sistemi operativi desktop Microsoft più apprezzati, con spesso anche una buona ripresa dei pareri positivi dopo la non felicissima parentesi del sistema operativo Windows Vista.

Il 14 gennaio 2020 Microsoft terminerà il supporto a Windows 7. L’annuncio verrà recapitato agli utilizzatori di Windows 7 il 18 aprile 2019, quando Microsoft cercherà di spingere anche questi utenti verso l’upgrade a Windows 10.

Per il mondo aziendale sarà previsto un supporto aggiuntivo (altri tre anni, fino al 2023), ma a pagamento (25$ il primo anno e 50$ il secondo, per dispositivo).

Inoltre, secondo le indiscrezioni, il costo per chi vorrà continuare ad utilizzare Windows 7 corrisponderà ad un abbonamento di 100$ per dispositivo…

In molti casi, pensando ad un utilizzo personale o domestico, non credo ci siano molte ragioni per non fare l’aggiornamento (considerando anche le numerose agevolazioni all’adozione di Windows 10).
Nel caso del panorama enterprise, spesso i vincoli sono legati ad applicazioni business, che non sono state “certificate” per Windows 10 dai produttori. E’ spesso la stessa ragione che vincola ancora molte aziende ad utilizzare il browser Internet Explorer come browser di default (o a volte unico browser) per l’utente. Qui servirebbe farsi una bella domanda rispetto alle scelte fatte nelle software/vendor selection e servirebbe pensare anche alle responsabilità dei decisori IT
Non credo giusto dare l’intera responsabilità alla velocità di cambiamenti e rilascio di nuove versioni da parte di Microsoft… pensando al fatto che Windows 7 è stato lanciato nel luglio del 2009 (10 anni fa).

Secondo Statscounter, questa è la diffusione mondiale delle versioni del sistema Windows, con ancora quasi il 34% dei PC ancora ancorati a Windows 7. Dalla stessa statistica appare chiaro come molti utenti (o aziende) abbiano “saltato” il passaggio a Windows 878.1, oppure l’abbiano già superato aggiornandosi a Windows 10.