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Strategie e affini

Per la dodicesima volta di fila Microsoft MVP!

Per la dodicesima (12!) volta di fila ho ricevuto il premio Microsoft MVP (Most Valued Professional)!

E’ per me un onore, oltre che un piacere, che sottolinea l’impegno nei confronti della comunità tecnica rivolta al mondo di Microsoft SharePoint e Office 365.

Il premio, per l’anno 2019-2020, è ancora una volta riferito alla categoria Office Apps & Services.

Far parte, da oltre 12 anni, di questa élite esclusiva è motivo di soddisfazione ed orgoglio!

Esteso il DLP anche sulle Chat di Teams

Le funzionalità di DLP (Data Loss Prevention) di Office 365, raccolte all’interno della famiglia di Office 365 Information Protection, si estendono anche alla protezione dei contenuti delle Chat e dei Canali messaggi di Microsoft Teams.

Se quindi qualche utente dovesse scambiare informazioni considerate “classificate” all’interno di una Chat di Teams, le regole di DLP potrebbero intercettare l’evento a applicare azioni correttive (dalla segnalazione di un alert ad interventi più drastici.

Le funzionalità di DLP, già applicate al mondo Exchange Online, SharePoint Online e OneDrive for Business, sono strumenti estremamente utili per quelle organizzazioni che temono la perdita di conoscenza e informazioni, spesso legata ad eventi e comportamenti di dipendenti “infedeli” o in uscita dall’azienda.

Anche Windows 7 verso la fine del supporto… siete pronti?

Windows 7 è (o è stato) uno dei sistemi operativi desktop Microsoft più apprezzati, con spesso anche una buona ripresa dei pareri positivi dopo la non felicissima parentesi del sistema operativo Windows Vista.

Il 14 gennaio 2020 Microsoft terminerà il supporto a Windows 7. L’annuncio verrà recapitato agli utilizzatori di Windows 7 il 18 aprile 2019, quando Microsoft cercherà di spingere anche questi utenti verso l’upgrade a Windows 10.

Per il mondo aziendale sarà previsto un supporto aggiuntivo (altri tre anni, fino al 2023), ma a pagamento (25$ il primo anno e 50$ il secondo, per dispositivo).

Inoltre, secondo le indiscrezioni, il costo per chi vorrà continuare ad utilizzare Windows 7 corrisponderà ad un abbonamento di 100$ per dispositivo…

In molti casi, pensando ad un utilizzo personale o domestico, non credo ci siano molte ragioni per non fare l’aggiornamento (considerando anche le numerose agevolazioni all’adozione di Windows 10).
Nel caso del panorama enterprise, spesso i vincoli sono legati ad applicazioni business, che non sono state “certificate” per Windows 10 dai produttori. E’ spesso la stessa ragione che vincola ancora molte aziende ad utilizzare il browser Internet Explorer come browser di default (o a volte unico browser) per l’utente. Qui servirebbe farsi una bella domanda rispetto alle scelte fatte nelle software/vendor selection e servirebbe pensare anche alle responsabilità dei decisori IT
Non credo giusto dare l’intera responsabilità alla velocità di cambiamenti e rilascio di nuove versioni da parte di Microsoft… pensando al fatto che Windows 7 è stato lanciato nel luglio del 2009 (10 anni fa).

Secondo Statscounter, questa è la diffusione mondiale delle versioni del sistema Windows, con ancora quasi il 34% dei PC ancora ancorati a Windows 7. Dalla stessa statistica appare chiaro come molti utenti (o aziende) abbiano “saltato” il passaggio a Windows 878.1, oppure l’abbiano già superato aggiornandosi a Windows 10.

Nuove certificazioni Microsoft Role Based

Ho superato i miei primi esami di certificazione Microsoft nell’agosto del 1996, conseguendo il titolo MCP (Microsoft Certified Professional), per poi ottenere una certificazione “maggiore” nel 1998 con l’MCT (Trainer) e nel 1999 con l’MCSE (l’acronimo vecchio, ossia Systems Engineer).
Oltre 40 esami mi pare.

Mi è anche capitato di partecipare ad un paio di panel di discussione sulle certificazioni, in occasioni di conferenze negli Stati Uniti, in un percorso che spesso ha portato a sotto valutare le certificazioni e la formazione certificata. Gli ultimi anni sono stati sicuramente di “crisi” per questi strumenti, con sempre minore considerazione da parte del mercato (in particolare in Italia essere o non essere certificato cambia poco).

Ora Microsoft (finalmente) ha deciso di rilanciare le certificazioni, cercando di avvicinare maggiormente i nuovi titoli al mondo reale, considerando che le precedenti certificazioni erano molto orientate al prodotto e con diversi “vuoti”, senza coprire diverse figure professionali. Ad esempio sul mondo Office 365 era coperta la figura sistemistica (MCSA for Office 365) ma era debole la copertura sul mondo sviluppo e totalmente scoperta quella riferita all’adozione e configurazione/personalizzazione (quello che spesso definiamo site builder per il mondo SharePoint).

Le nuove certificazioni sono definite “Role Based”, ed hanno sempre un background tecnico, aggregandosi per tre macro titoli, dettagliati con l’area di specializzazione (titoli che possono anche diventare percorsi a scalare):

  • Microsoft Certified Fundamentals
    • Microsoft 365 Certified Fundamentals
    • Microsoft Certified Azure Fundamentals
  • Microsoft Certified Associate
    • Microsoft Certified: Azure AI Engineer Associate
    • Microsoft Certified: Azure Data Scientist Associate
    • Microsoft Certified: Azure Data Engineer Associate
    • Microsoft Certified: Dynamics 365 for Sales Functional Consultant Associate
    • Microsoft Certified: Dynamics 365 for Customer Service Functional Consultant Associate
    • Microsoft 365 Certified: Messaging Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Teamwork Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Security Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Modern Desktop Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Developer
  • Microsoft Certified Expert
    • Microsoft Certified: Azure DevOps Engineer
    • Microsoft 365 Certified: Enterprise Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Solutions Architect

I nuovi esami di certificazione, a differenza di quelli storici che avevano solitamente una codifica 70-xxx, sono riconoscibili dai codici MS-xxx.

Attenzione a chi possiede certificazioni maggiori (vecchio stile) perché sono previste delle scorciatoie per conseguire le nuove certificazioni. Ad esempio io possiedo l’MCSE Productivity (Microsoft Certified Solutions Expert), e con i soli esami MS-100 e MS-101 posso conseguire la certificazione Microsoft 365 Certified: Enterprise Administrator.

I prezzi degli esami di certificazione sono variabili, dai 99 USD dell’esame MS-900 di una certificazione Fundamentals ai 165 USD di un esame Expert come l’MS-100. Restano invariati i canali di erogazione degli esami, presso i Testing Center Pearson VUE o attraverso le procedure per gli esami online (Proctored).

Per maggiori informazioni rimando al sito Microsoft dedicato.

Ma SharePoint è ancora tra i Leader dei Magic Quadrants di Gartner per la Content Collaboration?

Qualche giorno fa leggevo di persone che si chiedevano se SharePoint fosse ancora considerato da Gartner tra i Leader delle proprie analisi, meglio note come Magic Quadrants.

Va ricordato infatti che negli ultimi anni SharePoint è sempre stato saldamente ancorato nel quadrante in alto a destra (il migliore, quello riservato ai Leaders) per numerose sotto-categorie, dall’Enterprise Contet Management, alla Collaboration e ad altre funzionalità riconducibili alla piattaforma.

Da qualche anno Microsoft ha avviato un riposizionamento del brand di prodotto (ve ne sarete accorti), parlando sempre meno di “SharePoint” e riferendosi sempre più a “Office 365” (di cui SharePoint Online è parte essenziale)… e ancora più di recente i markettari di Redmond stanno spostando l’attenzione verso “Microsoft 365”.

Anche Gartner, seguendo queste tendenze (di Microsoft ma anche di Google e non solo) orientate verso proposte di “suite di soluzione” e sempre meno di singoli strumenti.

Ma parlando di sostanza e non di nomi, SharePoint Online è a tutti gli effetti lo scheletro della soluzione Microsoft di
Content Collaboration Platforms and Content Services Platforms.

La definizione di Gartner, per essere precisi, recita:

“A set of services and microservices, embodied as an integrated product suite and applications that share common APIs and repositories, to exploit diverse content types and to serve multiple constituencies and numerous use cases across an organization.”

Image of the Gartner Magic Quadrant for 2018.

Come è possibile osservare dal grafico Microsoft si è posizionata ancora una volta nel Magic Quadrant dei Leaders (analisi pubblicata a fine ottobre 2018).

Di seguito riporto le principali motivazioni:

  • SharePoint is easy to set up, with a simple and clean user interface paired to easy but powerful management, deeply integrated with OneDrive so you can take your files anywhere.
  • SharePoint empowers you to create beautiful, engaging pages and knowledge portals, enriched with video from Stream and conversations from Yammer, to connect across your organization.
  • We combine the power of artificial intelligence (AI) with content to help you be more productive, make more informed decisions, and keep more secure. This includes video and audio transcription, mobile capture to SharePoint using the top-rated OneDrive mobile app,as well as other features to make Microsoft 365 the smartest place to store your content.
  • Microsoft 365 is easily connected and automated via Microsoft Flow to over 200 cloud and on-premises systems, enriched with Azure cognitive services, and extended with PowerApps and the SharePoint framework for custom development.
  • SharePoint delivers content across Microsoft 365. Whether you are a Firstline Worker working remotely, co-authoring in Office apps, emailing cloud attachments in Outlook, or collaborating with your team in the new chat-based workspace Microsoft Teams, SharePoint provides a consistent set of experiences across the applications.
  • SharePoint can store any file and now supports viewing of over 320 file formats, including Adobe Photoshop (PSD), Illustrator (AI), Acrobat (PDF), as well as video, 3D formats, and DICOM images.
  • With Microsoft Search, we’re introducing new search experiences into the apps you use every day, including Bing.com and Windows, and our vision to connect across your organization’s network of data.
  • SharePoint supports customers ranging in size from small businesses to organizations with hundreds of thousands of users, and has a maximum tenant capacity of 30 trillion documents.
  • SharePoint leverages Microsoft security capabilities such as Advanced Data Governance for automated retention and records management, Data Loss Protection (DLP), eDiscovery, and MIP-based encryption, all with consistent controls across Microsoft 365.
  • With 100+ global datacenters and Microsoft’s global network edge—combined with compliance standards, including ISO 27001, FISMA, and EU Model Clauses—we offer customers trusted enterprise-grade compliance and security.

Un altro SharePoint Saturday è andato, ma come sta la community?

Ieri si è tenuto a Milano il più importante evento tecnico rivolto alla community dei professionisti di Microsoft SharePoint ed Office 365.

SPS Milan 2018 è stata l’occasione per incrociare alcuni dei maggiori esperti internazionali delle tecnologie che, in pieno spirito di volontariato community, si sono pagati le proprie spese (voli, alberghi, tempo, …) per offrire sessioni di contenuto tecnico di qualità.
Grazie infinite quindi agli speaker e agli organizzatori.

SPS Milan 2018 Welcome Session, con Paolo Pialorsi e Igor Macori

Io e Paolo abbiamo avuto come sempre il piacere e l’onore di aprire la conferenza con la Welcome Session, dove abbiamo quest’anno espresso anche un po’ del “disagio” con cui abbiamo portato a termine queste ennesima avventura, lottando contro un mercato che considera sempre più scontate queste iniziative (che rammento sono gratuite per i partecipanti) ignorando il valore di “gratificare” gli sponsor presenti agli eventi. Con il termine gratificare intendo il fatto che gli sponsor presenti sono sempre aziende del settore, che hanno qualcosa da offrire e in cambio chiedono solo di potersi far ascoltare. Ignorare gli sponsor si traduce nell’evitare i booth nell’expo area e non consentire il trattamento dei propri dati (negli eventi passati solo il 30% dei partecipanti, nel rispetto della privacy, ha consentito i proprio trattamento dei dati).
Gratificare non significa né svendere né regalare il proprio indirizzo e-mail a spammatori o venditori di pentole: quelli non frequentano i nostri eventi.

Eventi come SPS e in passato come le SharePoint Conference attraevano sempre una decina abbondante di sponsor, che consentivano di coprire le spese dell’evento, garantendo anche un buon livello di accoglienza ai partecipanti (non certo scontato negli eventi community).

SPS Milan 2018 ha raccolto solo cinque sponsor (che ringrazio molto), che ci hanno costretto a ridimensionare l’evento, tagliando il budget e rinunciando a diversi servizi accessori (hostess, SharePint serale, abbigliamento per gli speaker, …).

I partecipanti con cui ho avuto occasione di scambiare due chiacchiere ieri mi hanno espresso soddisfazione, anche se non c’erano le hostess e se abbiamo fatto qualche altra rinuncia. Hanno compreso che non abbiamo ceduto di un millimetro rispetto alla qualità dei contenuti e dei relatori saliti sui palchi di SPS Milan.
No, non cederemo mai su questo aspetto. Se dovremo rinunciare alla qualità dei contenuti, sicuramente rinunceremo ad organizzare a questi eventi.

Quest’anno avevamo anche deciso, grazie sempre al contributo volontario di alcuni speaker, di contribuire al finanziamento dell’evento organizzando due workshop formativi full-day al venerdì, offrendoli a prezzo simbolico… sono veramente pochi quelli che hanno colto questa opportunità.

Se decideremo di andare avanti, nonostante la fatica e le rinunce personali, e se non cambierà qualcosa (soprattutto nell’atteggiamento di certi partecipanti), ridurremo ancora la qualità dei servizi (es. non ci saranno più il pranzo o i coffee breaks)… ricordando a tutti che non sono affatto una cosa scontata.
Credo si sia perso anche un po’ lo spirito degli eventi community, dove i partecipanti di portano il panino da casa o si ordina la pizza da asporto, e forse è anche un po’ responsabilità nostra aver “viziato troppo” i nostri partecipanti.

Tanti credono, forse per ingenuità o per buona fede, che queste conferenze siano sostenute da Microsoft Italia… ed invece ormai da anni non fornisce alcun contributo economico o di supporto alla comunicazione.

In questo post un po’ amaro, un pensiero ai partecipanti “no show… sì, parlo di quelli che si sono iscritti e hanno scelto/deciso di non presentarsi.
Ci sarà qualcuno con l’influenza, qualcun altro che magari ci ha comunicato la rinuncia il giorno prima… ma occorre ricordare che i centri congressi ed i servizi di catering chiedono agli organizzatori un impegno economico riferito ai “numeri minimi” dei presenti, e su quelli si fissano i costi della logistica.
Non presentarsi quindi fa davvero un gran male:

  1. costringe comunque gli organizzatori a pagare posti e servizi anche per chi non presente
  2. illude gli sponsor presenti di aver a che fare con una platea di una dimensione diversa dalla realtà (che quindi valuteranno se sostenere ancora le iniziative)
  3. scoraggia gli organizzatori

Infine vorrei chiudere questo post infinito con un messaggio positivo. Vorrei confermare che, nonostante la fatica, organizzare questi eventi restituisce anche grandi soddisfazioni e il piacere di rivedere tanti amici. Alcuni di questi che, in un mercato normale, sarebbero anche dei concorrenti, ma che in occasione dei eventi community tutto è diverso e spariscono le bandiere e tutti indossiamo la stessa casacca della community.

Many thanks to all picture authors.

Le certificazioni di Office 365

Mi è stato chiesto di descrivere quali sono le certificazioni di compliance di Office 365, anche in ottica di compliance GDPR. Alcune le conoscevo a memoria, come la ISO 27001, e quindi ho deciso di investigare.

Esiste una bella pagina riepilogativa che le elenca tutte!

Certificazioni Office 365

 

Ricordo anche che Microsoft ha rilasciato il Compliance Manager, che assiste nella verifica del livello di conformità seguita dall’organizzazione: va rammentato che queste certificazioni sono garantite da parte di Microsoft, ma che prevedono che il cliente rispetti scrupolosamente i requisiti della norma.

Il Compliance Manager guida nella lettura critica della normativa e fornisce una sorta di checklist di supporto, arricchita da un rating che aiuta nell’interpretazione di sintesi.

Compliance Manager

Office 365 Compliance Manager ora disponibile in GA

Global Availability per il Compliance Manager di Office 365, il portale che aiuta i clienti di Office 365 a verificare o migliorare lo stato della conformità verso norme e regolamenti, come la tanto discussa privacy GDPR.

Proprio la corsa contro il tempo che sta spingendo le organizzazioni europee (e non solo) verso l’adeguamento al regolamento GDPR, sta accelerando l’adozione di servizi cloud come Office 365, Dynamics 365 ed Azure.

Va infatti ricordato che chi continuerà ad utilizzare servizi on-premises dovrà fare i conti con i complessi requisiti della norma, consapevoli che il 100% della responsabilità sarà nelle proprie mani.

Il portale offre sia uno “score” della compliance, e una serie di task che possono guidare ad una lettura più operativa delle norme e ad un più attento rispetto delle stesse.

Compliance Manager dashboard with Compliance Score

Detailed information page of an assessment

Quando siamo “Smartphone Addicted”?

In questi giorni, causa anche un po’ di influenza, mi sono dedicato a diverse letture. Tra queste ho raccolto un po’ di studi e ricerche sull’utilizzo degli smartphone e delle app per facilitare la collaborazione tra gli utenti.

Sono “cascato” su una ricerca (non freschissima a dire il vero, risale al luglio del 2013), pubblicata dal Los Angeles Times, a valle di una ricerca condotta da Harris Interactive per conto di Jumio su un significativo campione di giovani adulti americani (1.102 persone).

Tra le infografiche non non potevo non notare la seguente:

divertente (o inquietante) osservare questi numeri su dove/quando usiamo il telefonino, pensando che queste percentuali saranno senz’altro cresciute dal 2013 ad oggi.

Il dato relativo all’utilizzo dello smartphone mentre si fa sesso (9%) è ancora più forte (20%) nel segmento di popolazione tra i 18 e 34 anni.

Decisamente inquietante poi il dato relativo all’utilizzo durante la guida (55%), che lascia poco immaginare circa alle frequenti cause di incidenti stradali.

Nemmeno in campagna elettorale…

L’Italia (e gli italiani) stanno vivendo una campagna elettorale sempre più intensa, in vista delle prossime elezioni politiche, ed i candidati non si stanno risparmiando nei colpi, più o meno scorretti.

In questi giorni si sta però anche registrando un altro tipo di “scontro”, tra due dei principali vendor di strumenti per SharePoint e Office 365.
Mi riferisco ad AvePoint e Metalogix.

AvePoint ha pubblicato sul proprio blog un annuncio che evidenzia che Metalogix (il principale competitor) è in vendita… facendo trasparire la ridotta affidabilità dell’azienda e uno scarso futuro per l’evoluzione dei prodotti… annunciando contemporaneamente una campagna di “competitive upgrade”, per convincere i clienti Metalogix verso la transizione ai prodotti AvePoint.

Metalogix, dal canto suo, ha risposto all’aggressiva comunicazione AvePoint (credo al limite della scorrettezza, secondo i miei canoni) con la propria contraerea, scomodando il proprio CEO Trevor Hellebuyck, che ha postato l’articolo “Metalogix is forever“, restituendo una frecciata di veleno nei confronti dei metodi (e dei prodotti) espressi dai rivali.

La mia azienda, Green Team, è partner storico di entrambi i vendor… e sinceramente vorrei prendere le distanze da queste modalità di comunicazione e da questi approcci commerciali che considero poco eleganti, e probabilmente poco corretti.