Category Archives: SharePoint

SharePoint, generale

Piccoli miglioramenti per i campi di SharePoint Online

Microsoft sta rilasciando alcune piccole modifiche di comportamento sui controlli di editing dei campi di lista o library su SharePoint Online.

Per i campi di tipo Hyperlink, la nuova esperienza utente sostituisce il precedente iframe con una nuova modalità moderna

Per i campi di tipo Data e Ora, è stato sostituito il vecchio calendario “legacy”, sia per la modifica da form che da quick edit, aggiungendo coerenza con il comportamento di controllo data/ora di altre parti dell’interfaccia SharePoint moderna

E’ stata rinnovata anche l’interfaccia per la creazione di nuove colonne, disponibile anche in modalità quick edit

CollabDays – Italy Virtual 2020

23 giugno 2020

Imperdibile evento online, gratuito in pieno spirito community, corri ad iscriverti!

I migliori speaker della Microsoft 365 Community italiana e la community ucug.it uniscono le forze e tornano sul palco, anche se questa volta “virtuale”.
Ed in più ci sarà una fantastica sorpresa!

http://collabdays.it

Italy Virtual 2020

Anche io non potevo mancare all’evento, e sarò sul “palco” in buona compagnia…

Stay tuned!

Supporto alla migrazione di Teams da ShareGate

ShareGate Desktop, uno dei più popolari strumenti per supportare le migrazioni SharePoint e la govenance di Microsoft 365, ha appena rilasciato la versione 13.0 del prodotto.

Tra le importanti novità, è ora disponibile il supporto per le migrazioni e per le ristrutturazioni di Microsoft Teams.

Tra le funzionalità introdotte:

  • Migrazione di team di Teams da un tenant Microsoft 365 ad un altro (inclusa la possibilità di schedulare il processo di porting)
  • Rinomina dei team
  • Copia di conversazioni (gli interi thread), canali pubblici, lists, files, apps e personalizzazioni applicate ai siti SharePoint collegati al team
  • Remapping degli utenti dei team, autorizzando la partecipazione al team migrato sulla nuova destinazione

ShareGate Desktop è offerto attraverso sottoscrizione annuale per utente (si tratta di un’applicazione client), senza limiti sui volumi di dati migrati o ristrutturati. Il costo per utente è inteso come “per utilizzatore del tool”, indipendentemente dal numero di utenti dell’ambiente SharePoint o Microsoft 365.

Esistono due edizioni di prodotto:

  • Standard edition, che rappresenta la versione più popolare del tool
  • Nintex edition, che offre le stesse funzionalità della Standard con in più il supporto per la migrazione dei workflow e dei forms realizzati attraverso Nintex

Le sorgenti di migrazione sono molte:

Questi gli oggetti supportati:

  • Site collections
  • OneDrive for Business
  • Sites
  • Subsites
  • Libraries, lists, and list items
  • SharePoint groups
  • Web parts
  • Content types
  • Managed metadata
  • Documents and document versions
  • Permissions and permission levels
  • Document security
  • Folders
  • Site columns
  • Document sets
  • SharePoint workflows (standard and SharePoint Designer)
  • Nintex workflows and forms
  • Microsoft Teams
  • Teams channels and conversations
  • Teams apps
  • Teams tabs

Oltre alle funzionalità di migrazione e ristrutturazione, ShareGate Desktop offre anche una serie di soluzioni per la gestione e la governance dei siti SharePoint:

  • Bulk edit content
  • Duplicate site collections
  • Download content
  • Add permissions
  • Add site administrators and owners
  • Check permissions
  • Clean limited access
  • Bulk check-in documents
  • Clean up orphaned users
  • Copy user permissions
  • Edit objects
  • Remove permissions

I prezzi variano in funzione del numero di licenze, ma oscillano dai 3.995$ ai 5.995$, per anno, in funzione delle due edizioni di prodotto. Sottoscrizioni multiyears riducono il costo fino al 20%.

In arrivo il supporto per Teams sullo SharePoint Migration Tool

Microsoft ha annunciato il rilascio del supporto per Teams, nell’ambito delle destinazioni di migrazione supportate dallo SharePoint Migration Tool (SPMT).

Mi capita di scrivere periodicamente sul tema del SPMT, che si conferma essere un’ottima soluzione per la migrazione verso Microsoft 365 (gratuita), se non si hanno situazioni particolari o criticità che potrebbero ancora oggi indirizzare verso tool di migrazione di mercato.

I tempi previsti per la nuova release di SPMT, inclusiva del supporto per Teams, sono i seguenti:

  • Inizio maggio 2020 per i tenant “Targeted release”
  • Metà maggio 2020 per i tenant “Standard release”
  • Fine maggio 2020 completamento del rilascio.

Utilizzare Mover per migrare verso Microsoft 365

Il 21 ottobre 2019 Microsoft annunciò l’acquisizione di Mover, una società nota per il proprio servizio cloud-based per la migrazione di contenuti.

La notizia inizialmente destabilizzò, e non poco, i vari vendor specializzati in tool di migrazione (penso soprattutto a ShareGate, ad AvePoint e a Quest, dopo l’acquisizione di Metalogix).

Il servizio Mover inizialmente era disponibile solo per gli utenti americani, ma ora è disponibile gratuitamente per tutti (da Febbraio 2020).

Le logiche del servizio di migrazione sono basate sul principio dei connettori, uno per la sorgente e uno per la destinazione del porting.

Nello specifico, queste sono le possibili sorgenti di contenuto:

  • Amazon S3/Workdocs,
  • Azure Blob, Box,
  • Dropbox,
  • Egnyte,
  • File Servers,
  • FTP/SFTP,
  • G Suite/Google Drive,
  • NetDocuments,
  • Office 365/OneDrive/SharePoint Online,
  • WebDAV.

E queste le possibili destinazione di migrazione:

  • OneDrive,
  • OneDrive for Business,
  • SharePoint server,
  • SharePoint Online,
  • Azure Blob Storage

Il servizio Mover è quindi assolutamente utile ed efficace per molte delle attività di consolidamento o migrazione da altre tecnologie verso SharePoint ed Office 365 (penso in primi a quelle della Google Suite e a DropBox), combinandosi con quanto offerto da un altro tool Microsoft: SharePoint Migration Toolkit, di cui ho già avuto occasione di scrivere in passato.

Lo SharePoint Migration Toolkit tuttavia è specificatamente pensato per supportare le migrazioni da File Servers o da vecchie versioni SharePoint on-premises, con direzione SharePoint Online.

E’ possibile creare un proprio account su Mover, oppure è possibile autenticarsi con un proprio account Microsoft (personal o organizational), per poi autorizzare (configurare) i connettori di proprio interesse:

Ho ad esempio utilizzato Mover per migrare i file contenuti nel mio vecchio DropBox personale verso il mio OneDrive for Business:

L’interfaccia mostra la copia dei contenuti in tempo semi-reale, evidenziando possibili criticità o errori nel processo di migrazione. Ad esempio nel mio caso vedere segnalato una issue e 3696 oggetti copiati correttamente. Dalla stessa interfaccia è possibile accedere ai logs, per investigare sui problemi (nel mio caso si trattava di un formato di file non consentito su OneDrive).

Tra i possibili scenari interessanti per l’utilizzo di Mover, penso anche alle attività di consolidamento o migrazione tra tenant Office 365 diversi, come potrebbe rendersi necessario a seguito di fusioni o acquisizioni aziendali.

Analogamente Mover è interessante anche per attività di ristrutturazione tra i siti SharePoint Online dello stesso tenant.

In arrivo il nuovo Yammer

In occasione del recente Microsoft MVP Summit, svoltosi quest’anno in forma “virtuale” e non nell’abituale location del campus di Redmond, uno dei tormentoni è stato “il 2020 sarà l’anno di Yammer.

Le indiscrezioni delle passate settimane e gli annunci dell’ultimi evento Microsoft Ignite hanno anticipato le caratteristiche della nuova UI/UX di Yammer, decisamente più fresca e leggibile.

Oltre all’interfaccia sono state inserite alcune novità e cambiamenti (ad esempio il cambio di nome degli Yammer Groups in Yammer Communities).

Il nuovo Yammer è in rollout per tutti i Tenant Microsoft 365, e viene anticipato dalla disponibilità della nuova app di Yammer per Microsoft Teams.

Per aggiungere la nuova app all’interfaccia di Teams, fai click sui “tre puntini” sulla barra di navigazione a sinistra, quindi cerca l’app di Yammer (si chiama Communities).

Una volta aggiunta l’app, vedrai aggiungersi una nuova icona sulla barra di sinistra, che ti permetterà di utilizzare il nuovo Yammer all’interno della finestra di Teams.

Ricordati infine di fare click con il pulsante destro del mouse sull’icona Communities e scegliere di “pinnare” l’elemento, se desideri che questo sia sempre disponibile per le prossime volte.

In arrivo la realtà aumentata con SharePoint Spaces

Era maggio 2018, alla SharePoint Conference di Las Vegas, e Microsoft annunciò la volontà di introdurre funzionalità di realtà aumentata (mixed reality per la precisione) per interagire con i contenuti e con gli strumenti di collaborazione offerti da SharePoint Online.

Praticamente due anni dopo le parole di Jeff Teper, ecco finalmente in rilascio gli SharePoint Spaces.

La definizione, estratta dalla roadmap ufficiale è la seguente:
SharePoint spaces is a web-based, immersive platform, which allows you to create and share, secure and extensible mixed reality experiences. Add a new dimension to your intranet by using 2- and 3D web parts to create your mixed reality vision.

La previsione di rilascio è per aprile 2020… quindi dovremmo ormai esserci, secondo le solite logiche di precedenza per i tenant Office 365 con le funzionalità di “target release” attivate..

Per verificare se sul tenant fosse già disponibile la preview, prova ad accedere ai Settings del sito moderno, Site information, View all site settings, e quindi controlla tra le Manage site features:

Una volta attivata la feature, vedrai aggiungersi una voce sul menu New navigando le pagine moderne:

Una volta attivata la feature, saranno disponibili una serie di web part moderne, da inserire all’interno del contesto SharePoint Spaces:

  • 3D object
  • 360° image
  • 360° video
  • 2D video
  • Text
  • Image
  • Document Library
  • Org Chart
  • File Viewer

I requisiti di sistema per utilizzare SharePoint Spaces sono quelli di un PC con scheda grafica NVIDIA GTX 1060 o superiore, suggerendo anche di verificare che le impostazioni di performance di Windows 10 siano di tipo “Best performance“, al fine di sfruttare al meglio CPU e GPU.

Rispetto ai dispositivi (gli occhialoni), non ci sarà spazio solo per gli Hololens di Microsoft, ma saranno supportati i device di Windows Mixed Reality (inclusi quelli Samsung e Acer), con supporto anche per Oculus Rift, Rift S e HTC Live, mentre per gli Oculus Quest il supporto è ancora in beta.

La documentazione sulle funzionalità degli SharePoint Spaces è già disponibile, quindi ti suggerisco di dare un’occhiata a questa fonte per approfondire.

Yammer Native Mode Alignment Tool

In tanti, nel corso degli anni, ci siamo lamentati per una limitata integrazione di Yammer verso il resto di Office 365.

Le nuove web part per SharePoint Online offrono sicure maggiori chance di integrazione con Yammer, così come la gestione dei Live Events all’interno di Yammer offre maggiore spazio all’integrazione con Teams e Stream.

Esistono però tre modalità di integrazione, più o meno adatte all’armonizzazione delle community di Yammer con gli altri componenti di Office 365 (a proposito, i gruppi Yammer ora si chiamano “Yammer Communities“):

  • Native mode for Microsoft 365 (da gennaio 2020 tutte le nuove Enterprise Network nascono di questo tipo)
  • Non-native mode (questo è il default di partenza per le External Network di Yammer)
  • Hybrid mode

Il Native mode offre una serie di benefici per un’interoperabilità ottimale:

  • Le community Yammer e gli utenti vengono gestiti attraverso gli strumenti amministrativi di Office 365 (Office 365 Groups)
  • Per ciascuna community Yammer sono collegate risorse dedicate provenienti da altri servizi di Office 365 (es. i documenti caricati su una community o alle conversazioni sono memorizzati su SharePoint Online, a differenza del non-native mode che prevede l’upload diretto su Yammer, senza poter beneficiare dei vantaggi offerti da SharePoint)
  • Le community Yammer beneficiano dei Live Events
  • Yammer genera dei compliance records dalle conversazioni, memorizzandoli su group mailbox e rendendo ricercabili i messaggi.

Considerando che molte Yammer Network sono nate prima dell’introduzione del Native mode, occorre verificare e pianificare la transizione da Non-native a Native, se si desidera beneficiare a pieno dei vantaggi dell’integrazione, partendo dalla generazione del Alignment Report sulla pagina Network Admin all’interno di Yammer.

Per prima cosa occorre “preparare la propria network” per la trasformazione seguendo le indicazioni di Microsoft.

Va sottolineato che l’operazione di trasformazione NON è reversibile.

Quindi è possibile eseguire il Native Mode Alignment Tool, che si prenderà carico di verificare che:

  • Tutti gli utenti Yammer dispongano di un corrispondente account Azure AD
  • Tutte le community Yammer siano collegate ad un corrispondente Office 365 Group
  • Tutti i file allegati alle conversazioni siano memorizzati su siti SharePoint Online.

La transizione potrebbe non essere proprio banale, e nel corso della migrazione potrebbero generarsi Office 365 duplicati. Puoi verificare se questo accade attraverso Powershell:

Get-UnifiedGroup |? {$_.GroupSku -eq “Yammer”} | Sort Alias | Format-Table Alias, name -AutoSize

Se troverai gruppi duplicati, potrai ripulirli in questo modo (l’ID è ovviamente d’esempio):

Remove-UnifiedGroup -Identity yammeddocs445_ba491901-4772-47fc-bc7a-7b45d9a16129

Sempre attraverso Powershell è infine possibile verificare la presenza degli Office 365 Groups “Yammer-enabled”:

Get-UnifiedGroup -Filter {ResourceBehaviorOptions -eq “YammerProvisioning”}

Per approfondire:
https://docs.microsoft.com/en-us/yammer/configure-your-yammer-network/overview-native-mode

L’analisi dei dati ci potrà aiutare a comprendere il COVID-19?

In queste settimane di “clausura forzata”, consapevole che restare tutti a casa è la nostra arma migliore per rallentare la corsa del virus e permettere al servizio sanitario nazionale di condurre la battaglia in prima linea, tutti noi siamo costantemente inondati di informazioni e dati.

Si tratta -purtroppo- anche a volte di dati non certificati o addirittura sbagliati, che spesso possono condurre a diffondere fake news e panico.

Non voglio certo dire che i dati reali siano tranquillizzanti, ma credo fondamentale ragionare su dati “veri” e “certificati”.

Un ottimo lavoro lo sta conducendo, in pieno spirito di community, l’amico e collega Andrea Benedetti.

Andrea ha selezionato una serie di fonti certificate, ed ha realizzato una serie di report Power BI che offrono una semplice ed efficace lettura sui dati della diffusione del Coronavirus. Dati che spesso non sono facili da leggere, ma che attraverso i report interattivi di Power BI sono decisamente più alla portata di tutti.

I dati ed i report realizzati riguardano sia il fenomeno su scala internazionale che sul nostro territorio nazionale.
I report sono ora decisamente popolari, grazie all’ottimo lavoro svolto ed al “tam-tam” della community, diventando utile servizio anche per la stampa, per la comunità scientifica e per la Protezione Civile.

Riporto dal profilo Facebook di Andrea un frammento di un suo post:

Dopo 7 giorni, tra ritagli di tempo e orari folli, (mentre il “lavoro normale” continua):
– 23 report
– 15 dataset
– 1 repo GitHub
– 85 commits
– 9 collaboratori (amici e straordinari professionisti) di 3 nazioni