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Gantt View e Modern Lists

Mi è stato chiesto se sulle Modern Lists, disponibili su SharePoint Online e su SharePoint Server 2019, sono o saranno disponibili le visualizzazioni Gantt, che ben conosciamo dalla liste “classic” di SharePoint.

Al momento non sono disponibili, e -per quanto di pubblico dominio- non sono in roadmap. Del resto Microsoft ha rilasciato numerosi altri strumenti per la gestione dei tasks, a partire da Planner e To Do, per poi finire alla corazzata Project Online.

La comunità delle “terze parti” si sta muovendo per coprire questo “gap”, offrendo strumenti aggiuntivi che arricchiscono le capacità di gestione di task e progetti attraverso liste moderne SharePoint. Così come esistono progetti su GitHub che sfruttano SharePoint Framework per raggiungere questi scopi attraverso componenti Javascript e HTML5.

Esteso il DLP anche sulle Chat di Teams

Le funzionalità di DLP (Data Loss Prevention) di Office 365, raccolte all’interno della famiglia di Office 365 Information Protection, si estendono anche alla protezione dei contenuti delle Chat e dei Canali messaggi di Microsoft Teams.

Se quindi qualche utente dovesse scambiare informazioni considerate “classificate” all’interno di una Chat di Teams, le regole di DLP potrebbero intercettare l’evento a applicare azioni correttive (dalla segnalazione di un alert ad interventi più drastici.

Le funzionalità di DLP, già applicate al mondo Exchange Online, SharePoint Online e OneDrive for Business, sono strumenti estremamente utili per quelle organizzazioni che temono la perdita di conoscenza e informazioni, spesso legata ad eventi e comportamenti di dipendenti “infedeli” o in uscita dall’azienda.

Condividere informazioni SharePoint Online e OneDrive con i contatti Linkedin

Proseguono importanti rilasci su Office 365, come previsto dalla fitta roadmap, e tra questi segnalo che ci sarà la possibilità di condividere siti e documenti SharePoint Online e OneDrive for Business anche ai propri contatti Linkedin.

La funzionalità è la stessa già conosciuta e utilizzata da tempo per collaborare con utenti esterni all’organizzazione del proprio Tenant Office 365, che quini non dovranno disporre necessariamente di un proprio account Office 365 (della propria organizzazione) o di un Microsoft Account (i vecchi Live ID).

Altra funzionalità in rilascio (prevista in Public Preview per Aprile 2019) sarà la possibilità di condividere i documenti con link protetti da password. In questo caso l’utente che riceverà il link (e che conoscerà la password ad esso associata) potrà accedere il documento senza alcun “ostacolo” di account.

Anche Windows 7 verso la fine del supporto… siete pronti?

Windows 7 è (o è stato) uno dei sistemi operativi desktop Microsoft più apprezzati, con spesso anche una buona ripresa dei pareri positivi dopo la non felicissima parentesi del sistema operativo Windows Vista.

Il 14 gennaio 2020 Microsoft terminerà il supporto a Windows 7. L’annuncio verrà recapitato agli utilizzatori di Windows 7 il 18 aprile 2019, quando Microsoft cercherà di spingere anche questi utenti verso l’upgrade a Windows 10.

Per il mondo aziendale sarà previsto un supporto aggiuntivo (altri tre anni, fino al 2023), ma a pagamento (25$ il primo anno e 50$ il secondo, per dispositivo).

Inoltre, secondo le indiscrezioni, il costo per chi vorrà continuare ad utilizzare Windows 7 corrisponderà ad un abbonamento di 100$ per dispositivo…

In molti casi, pensando ad un utilizzo personale o domestico, non credo ci siano molte ragioni per non fare l’aggiornamento (considerando anche le numerose agevolazioni all’adozione di Windows 10).
Nel caso del panorama enterprise, spesso i vincoli sono legati ad applicazioni business, che non sono state “certificate” per Windows 10 dai produttori. E’ spesso la stessa ragione che vincola ancora molte aziende ad utilizzare il browser Internet Explorer come browser di default (o a volte unico browser) per l’utente. Qui servirebbe farsi una bella domanda rispetto alle scelte fatte nelle software/vendor selection e servirebbe pensare anche alle responsabilità dei decisori IT
Non credo giusto dare l’intera responsabilità alla velocità di cambiamenti e rilascio di nuove versioni da parte di Microsoft… pensando al fatto che Windows 7 è stato lanciato nel luglio del 2009 (10 anni fa).

Secondo Statscounter, questa è la diffusione mondiale delle versioni del sistema Windows, con ancora quasi il 34% dei PC ancora ancorati a Windows 7. Dalla stessa statistica appare chiaro come molti utenti (o aziende) abbiano “saltato” il passaggio a Windows 878.1, oppure l’abbiano già superato aggiornandosi a Windows 10.

Proteggersi dai Ransomware su OneDrive for Business

Windows Defender, l’antivirus “di serie” di Windows 10, ha esteso le sue funzionalità di controllo, non limitandosi alla protezione del PC, ma estendendo i controlli anche al mondo OneDrive for Business.

In particolare, per OneDrive for Business, è possibile attivare un controllo nei confronti dei Ransomware, ossia il maleware che -una volta attaccato il file system dell’utente- cifra i contenuti , rendendoli inutilizzabili, e richiede un riscatto per ottenere lo sblocco dei file.

Per attivare questo controllo supplementare è sufficiente accedere al Windows Defender Security Center e configurare la connessione verso il proprio OneDrive for Business, cliccando sul pulsante Set up OneDrive.

Dopo aver impostato la connessione a OneDrive, specificando le proprie credenziali, è possibile cliccare sul link Ransomware protection e attivare la funzionalità spostando lo switch su On.
Da questa pagina è inoltre possibile impostare il controllo anche su specifiche folder di OneDrive fo Business, cliccando sul link Protected folders.

Dettatura e Riconoscimento vocale in Office Online su Office 365

Ho iniziato ad utilizzare la nuova funzionalità di riconoscimento vocale per la dettatura del testo, introdotta su Office Online su Office 365.

Si tratta di un’interessante (e utile) funzionalità utilizzabili su Word Onlinee OneNote Online:

Come è possibile osservare dall’immagine, le lingue Inglese, Cinese e Spagnolo sono già rilasciate come definitive, mentre altre lingue -tra cui l’Italiano- sono ancora in versione Preview.
Testando la funzionalità ci si accorge che lo strumento è ancora un po’ “acerbo”… ma sicuramente è utile per il grosso del lavoro di dettatura, senza scordarsi che la tastiera esiste ancora!

Durante le mie prove (ho dettato/scritto una relazione di analisi per un progetto) mi sono accorto che alcuni termini non vengono riconosciuti. In alcuni casi si tratta di termini tecnici inglesi che non sono interpretati dal riconoscimento italiano, e quindi il termine che viene compreso è una parola italiana con un’assonanza simile a quella del termine inglese desiderato. Mi sono poi stupito che alcuni termini “popolari” non vengano riconosciuti, come ad esempio “SharePoint” e Office 365″.

Ho quindi fatto un utilizzo combinato dettatura-tastiera, digitando direttamente i termini che sapevo non sarebbero stati riconosciuti o correggendo gli errori di dettatura da tastiera. Sempre da tastiera ho gestito la punteggiatura e le chiusure di paragrafo, che non sempre venivano intese dal sistema di riconoscimento vocale.

Consiglio caldamente di utilizzare lo strumento, soprattutto per chi non è un fulmine di velocità con la tastiera.

Anche le applicazioni client di Microsoft Office sono state rinnovate recentemente (ve ne sarete accorti dalle nuove icone e dalla nuova UI, includendo diverse nuove funzionalità tra cui quella della dettatura sul ribbon:

Se non dovessi trovare ancora disponibile la funzionalità sul tuo Tenant Office 365, dovrai attendere che lo strumento esca dalla sua versione Preview o abilitare l’opzione per le Targeted Release sul portale amministrativo di Office 365.

Nuove certificazioni Microsoft Role Based

Ho superato i miei primi esami di certificazione Microsoft nell’agosto del 1996, conseguendo il titolo MCP (Microsoft Certified Professional), per poi ottenere una certificazione “maggiore” nel 1998 con l’MCT (Trainer) e nel 1999 con l’MCSE (l’acronimo vecchio, ossia Systems Engineer).
Oltre 40 esami mi pare.

Mi è anche capitato di partecipare ad un paio di panel di discussione sulle certificazioni, in occasioni di conferenze negli Stati Uniti, in un percorso che spesso ha portato a sotto valutare le certificazioni e la formazione certificata. Gli ultimi anni sono stati sicuramente di “crisi” per questi strumenti, con sempre minore considerazione da parte del mercato (in particolare in Italia essere o non essere certificato cambia poco).

Ora Microsoft (finalmente) ha deciso di rilanciare le certificazioni, cercando di avvicinare maggiormente i nuovi titoli al mondo reale, considerando che le precedenti certificazioni erano molto orientate al prodotto e con diversi “vuoti”, senza coprire diverse figure professionali. Ad esempio sul mondo Office 365 era coperta la figura sistemistica (MCSA for Office 365) ma era debole la copertura sul mondo sviluppo e totalmente scoperta quella riferita all’adozione e configurazione/personalizzazione (quello che spesso definiamo site builder per il mondo SharePoint).

Le nuove certificazioni sono definite “Role Based”, ed hanno sempre un background tecnico, aggregandosi per tre macro titoli, dettagliati con l’area di specializzazione (titoli che possono anche diventare percorsi a scalare):

  • Microsoft Certified Fundamentals
    • Microsoft 365 Certified Fundamentals
    • Microsoft Certified Azure Fundamentals
  • Microsoft Certified Associate
    • Microsoft Certified: Azure AI Engineer Associate
    • Microsoft Certified: Azure Data Scientist Associate
    • Microsoft Certified: Azure Data Engineer Associate
    • Microsoft Certified: Dynamics 365 for Sales Functional Consultant Associate
    • Microsoft Certified: Dynamics 365 for Customer Service Functional Consultant Associate
    • Microsoft 365 Certified: Messaging Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Teamwork Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Security Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Modern Desktop Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Developer
  • Microsoft Certified Expert
    • Microsoft Certified: Azure DevOps Engineer
    • Microsoft 365 Certified: Enterprise Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Solutions Architect

I nuovi esami di certificazione, a differenza di quelli storici che avevano solitamente una codifica 70-xxx, sono riconoscibili dai codici MS-xxx.

Attenzione a chi possiede certificazioni maggiori (vecchio stile) perché sono previste delle scorciatoie per conseguire le nuove certificazioni. Ad esempio io possiedo l’MCSE Productivity (Microsoft Certified Solutions Expert), e con i soli esami MS-100 e MS-101 posso conseguire la certificazione Microsoft 365 Certified: Enterprise Administrator.

I prezzi degli esami di certificazione sono variabili, dai 99 USD dell’esame MS-900 di una certificazione Fundamentals ai 165 USD di un esame Expert come l’MS-100. Restano invariati i canali di erogazione degli esami, presso i Testing Center Pearson VUE o attraverso le procedure per gli esami online (Proctored).

Per maggiori informazioni rimando al sito Microsoft dedicato.

Qual è il limite di dimensione massima dei file su SharePoint?

Analizzando un progetto di porting di contenuti documentali su SharePoint, mi è stata posta la domanda: “Ma qual è la dimensione massima dei singoli file che posso caricare su SharePoint? Esistono dei limiti?

La risposta -pessima quando viene fatta da un consulente- è: “Dipende…“.

Perché dico dipende? Beh, perché dipende dalla versione target di SharePoint, e (in parte) anche dal momento storico, avendo Microsoft modificato questi limiti del tempo (estendendoli), e quindi molta della documentazione e dei post che è possibile leggere sul web potrebbero risultare non aggiornati.

Ad oggi, i limiti di dimensione massima per singolo file sono questi:

  • SharePoint on-premises, fino alla versione SharePoint Server 2016 (compreso): 2 GB
  • SharePoint on-premises , versone SharePoint Server 2019: 10 GB
  • SharePoint Online (Office 365): 15 GB
  • OneDrive for Business (Office 365): 15 GB
Risultati immagini per file too big sharepoint

Sitecore è per il secondo anno di fila Leader nel Magic Quadrant di Gartner

Per il secondo anno di file la piattaforma Sitecore viene giudicata Leader nell’ambito dei Magic Quadrant di Gartner, e nello specifico in ambito Digital Experience Platforms (DXP).

Interessanti le assunzioni di Gartner, che afferma:

Through 2021, 85% of effort and cost in a DXP program will be spent on integrations with internal and external systems, including the DXP’s own, built-in capabilities.

By 2021, 90% of global organizations will rely on system integrators (SIs), agencies and channel partners to design, build and implement their digital experience strategies.

La piattaforma DXP di Sitecore, oltre ad essere realizzata da sempre su tecnologie Microsoft, è ora ampiamente adattata al mondo del cloud, ed in particolare ai meccanismi “as a service” di Microsoft Azure.

Tra i suoi indiscussi punti di forza:

  • si tratta di una piattaforma unica, che include tutte le funzionalità necessarie, dal WCM ai sistemi di personalizzazione e customer engagement, da quelli per l’e-commerce alle funzionalità di analytics, senza dover “incollare” pezzi e strumenti diversi nel tentativo di realizzare la soluzione.
  • la multicanalità offerta dalla piattaforma offre approcci efficienti per chi necessita di un contenuto unico e aggiornato, indipendentemente dalla modalità di fruizione (Web, mobile, stampa, kiosk, …).
  • la piattaforma è aperta, con grandi opportunità di personalizzazione ed evoluzione da parte dei partner e degli ISV.

Tra i possibili punti critici:

  • Diversi clienti e implementatori considerano un po’ troppo tecnico l’approccio allo sviluppo delle soluzioni Sitecore.
  • La fase di adeguamento al cloud della piattaforma è ancora in corso, e per alcuni aspetti sono ancora evidenti i meccanismi tradizionali di deployment con cui è nata (ma si ratta di una transizione in corso).
  • La UI di Sitecore non è sempre intuitiva per gli utenti e per i marketers, che solo dopo un training riescono a prendere la giusta confidenza con gli strumenti e sono in grado di apprezzare fino in fondo le grandi potenzialità della piattaforma di DXP.

Green Team è Sitecore Partner da oltre sei anni, disponendo di un team di sviluppo certificato dedicato ai progetti sulla piattaforma.

Visto che in questo periodo ho un po’ di tempo riservato allo studio, ho approfittato di aggiornarmi sulle funzionalità della versione Sitecore 9… chi si ferma è perduto!

Office 365 sempre più deciso verso la Modern Experience

Nell’ormai “lontano” 2016 Microsoft ha iniziato l’introduzione della Modern Experience su SharePoint Online, in Office 365, partendo dalla Modern UI per le liste e libraries.

Il tutto si è velocemente evoluto, e oggi l’esperienza moderna è disponibile sia su SharePoint Online, su Office 365, che su SharePoint Server 2019.

I nuovi siti e la nuova UI evolve le vecchie logiche che hanno nel tempo costituito lo scheletro di di siti, liste e pagine del mondo SharePoint, ora meglio note come Classic Sites o come Classic UI.

Oggi è possibile specificare, con una configurazione amministrativa a livello di Tenant Office 365, se forzare l’utilizzo della Classic UI, per evitare che gli utenti non ancora pronti/preparati alla nuova UI possano trovarsi davanti all’esperienza moderna… o possano presentarsi problemi legati a personalizzazioni (es. elementi custom sui Ribbon).

Questa opzione “globale” sarà però disponibile solo fino al 1° aprile 2019. Dopo questa data non sarà più possibile specificare l’impostazione a livello di Tenant, ma sarà possibile definirla in termini selettivi.

Un punto d’attenzione dunque per chi amministra Office 365 e SharePoint Online, che dovrà preoccuparsi di analizzare le liste/library che ancora necessitano di Classic UI e definirne selettivamente il comportamento.

Per chi fosse ancora un po’ confuso sui vantaggi della Modern Experience, oppure fosse semplicemente e nostalgicamente ancora alla Classic UI, suggerisco questa lettura sui 10 principali vantaggi della Modern UI.

Microsoft ha più volte confermato di non aver in programma di “deprecare” la Classic Experience (che oggi è ancora l’unica strada per poter disporre di determinate funzionalità SharePoint).

Per informazioni aggiuntive.