Dopo sei mesi di pandemia, qual è il livello di stress tra i lavoratori?

All’indomani del nuovo DPCM del 26/10/2020 e del “semi-lockdown” che interesserà l’Italia, provo a condividere qualche riflessione sugli impatti del Coronavirus sule mondo del lavoro, pensando soprattutto agli information workers.

Per prima cosa desidero segnalare un interessante articolo a firma di Jared Sparato (Corporate Vice President for Microsoft 365), che prova a tracciare un primo bilancio dopo sei mesi di pandemia COVID-19.

Sull’articolo sono pubblicati i risultati di alcune ricerche, che cercando di misurare il livello di stress nei lavoratori, considerando sia i firstline workers che i remote workers.

Questi i fattori che maggiormente generano stress nelle due tipologie di lavoratori:

Lavorare da remoto può generare difficoltà di comunicazione, sensazione di isolamento, difficoltà di gestione del proprio tempo e del corretto life-balance (confindento il tempo lavorativo con quello extra lavorativo).

Gli strumenti, a partetire dall’enorme diffusione di Microsoft Teams e dalla rinnovata centralità dei Digital Workplace, stanno cercando di compensare alcune delle aree di stress.

Alcune ricerche evidenziano che oltre il 70% dei lavoratori trova nella meditazione un valido sollievo allo stress generato dalle nuove condizioni di lavoro.

Rimando ad alcune letture per l’approfondimento su alcune delle parole chiave evidenziate dallo studio:

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