Un altro SharePoint Saturday è andato, ma come sta la community?

Ieri si è tenuto a Milano il più importante evento tecnico rivolto alla community dei professionisti di Microsoft SharePoint ed Office 365.

SPS Milan 2018 è stata l’occasione per incrociare alcuni dei maggiori esperti internazionali delle tecnologie che, in pieno spirito di volontariato community, si sono pagati le proprie spese (voli, alberghi, tempo, …) per offrire sessioni di contenuto tecnico di qualità.
Grazie infinite quindi agli speaker e agli organizzatori.

SPS Milan 2018 Welcome Session, con Paolo Pialorsi e Igor Macori

Io e Paolo abbiamo avuto come sempre il piacere e l’onore di aprire la conferenza con la Welcome Session, dove abbiamo quest’anno espresso anche un po’ del “disagio” con cui abbiamo portato a termine queste ennesima avventura, lottando contro un mercato che considera sempre più scontate queste iniziative (che rammento sono gratuite per i partecipanti) ignorando il valore di “gratificare” gli sponsor presenti agli eventi. Con il termine gratificare intendo il fatto che gli sponsor presenti sono sempre aziende del settore, che hanno qualcosa da offrire e in cambio chiedono solo di potersi far ascoltare. Ignorare gli sponsor si traduce nell’evitare i booth nell’expo area e non consentire il trattamento dei propri dati (negli eventi passati solo il 30% dei partecipanti, nel rispetto della privacy, ha consentito i proprio trattamento dei dati).
Gratificare non significa né svendere né regalare il proprio indirizzo e-mail a spammatori o venditori di pentole: quelli non frequentano i nostri eventi.

Eventi come SPS e in passato come le SharePoint Conference attraevano sempre una decina abbondante di sponsor, che consentivano di coprire le spese dell’evento, garantendo anche un buon livello di accoglienza ai partecipanti (non certo scontato negli eventi community).

SPS Milan 2018 ha raccolto solo cinque sponsor (che ringrazio molto), che ci hanno costretto a ridimensionare l’evento, tagliando il budget e rinunciando a diversi servizi accessori (hostess, SharePint serale, abbigliamento per gli speaker, …).

I partecipanti con cui ho avuto occasione di scambiare due chiacchiere ieri mi hanno espresso soddisfazione, anche se non c’erano le hostess e se abbiamo fatto qualche altra rinuncia. Hanno compreso che non abbiamo ceduto di un millimetro rispetto alla qualità dei contenuti e dei relatori saliti sui palchi di SPS Milan.
No, non cederemo mai su questo aspetto. Se dovremo rinunciare alla qualità dei contenuti, sicuramente rinunceremo ad organizzare a questi eventi.

Quest’anno avevamo anche deciso, grazie sempre al contributo volontario di alcuni speaker, di contribuire al finanziamento dell’evento organizzando due workshop formativi full-day al venerdì, offrendoli a prezzo simbolico… sono veramente pochi quelli che hanno colto questa opportunità.

Se decideremo di andare avanti, nonostante la fatica e le rinunce personali, e se non cambierà qualcosa (soprattutto nell’atteggiamento di certi partecipanti), ridurremo ancora la qualità dei servizi (es. non ci saranno più il pranzo o i coffee breaks)… ricordando a tutti che non sono affatto una cosa scontata.
Credo si sia perso anche un po’ lo spirito degli eventi community, dove i partecipanti di portano il panino da casa o si ordina la pizza da asporto, e forse è anche un po’ responsabilità nostra aver “viziato troppo” i nostri partecipanti.

Tanti credono, forse per ingenuità o per buona fede, che queste conferenze siano sostenute da Microsoft Italia… ed invece ormai da anni non fornisce alcun contributo economico o di supporto alla comunicazione.

In questo post un po’ amaro, un pensiero ai partecipanti “no show… sì, parlo di quelli che si sono iscritti e hanno scelto/deciso di non presentarsi.
Ci sarà qualcuno con l’influenza, qualcun altro che magari ci ha comunicato la rinuncia il giorno prima… ma occorre ricordare che i centri congressi ed i servizi di catering chiedono agli organizzatori un impegno economico riferito ai “numeri minimi” dei presenti, e su quelli si fissano i costi della logistica.
Non presentarsi quindi fa davvero un gran male:

  1. costringe comunque gli organizzatori a pagare posti e servizi anche per chi non presente
  2. illude gli sponsor presenti di aver a che fare con una platea di una dimensione diversa dalla realtà (che quindi valuteranno se sostenere ancora le iniziative)
  3. scoraggia gli organizzatori

Infine vorrei chiudere questo post infinito con un messaggio positivo. Vorrei confermare che, nonostante la fatica, organizzare questi eventi restituisce anche grandi soddisfazioni e il piacere di rivedere tanti amici. Alcuni di questi che, in un mercato normale, sarebbero anche dei concorrenti, ma che in occasione dei eventi community tutto è diverso e spariscono le bandiere e tutti indossiamo la stessa casacca della community.

Many thanks to all picture authors.

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