Durante la conferenza Microsoft Ignite Bill Baer ha presentato la roadmap di SharePoint 2016 (la prossima release on-premises di SharePoint), così come ho raccontato nei miei post dei giorni scorsi.

Rispetto alle novità del prodotto, sono state evidenziati alcuni aspetti, che tradurranno su SharePoint 2016 alcune delle funzionalità già rilasciate (o in rilascio) su SharePoint Online. Si invertirà così la tendenza: mentre in passato SharePoint Online era un “adattamento” per il cloud della versione on-premises, con la versione 2016 avverrà il contrario.

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La Roadmap

Rispetto ai tempi di rilascio sono state confermate le ultime indiscrezioni, che prevedono il rilascio della beta pubblica nell’ultimo trimestre del 2015 e il rilascio dell’RTM nel secondo trimestre del 2016.

Bill ha anche lasciato immaginare che la beta potrebbe essere anticipata a “dopo l’estate”.

Le novità

E’ ancora presto per descrivere il “What’s new”, ma il focus, per chi è abituato ai grafici a torta che hanno anticipato il rilascio delle precedenti versioni, è concentrato su:

  • Files
  • Content Management
  • Sites and Portals

SharePoint 2016 porterà on-premises anche Delve, sul cui motore (Office Graph) cui si baserà tra l’altro la nuova pagina “About me”. Sempre su questo aspetto è stato ipotizzato anche il rilascio di aggiornamenti per la versione 2013 in grado di introdurre alcuni aspetti legati a Delve, così come avvenuto per OneDrive for Business con il rilascio dell’SP1 di SharePoint 2013.

OneDrive for Business, come già raccontato, assumerà un ruolo centrale su Office 365, ma anche SharePoint 2016 beneficierà delle novità introdotte.

Saranno numerosi gli scenari “ibridi” possibili, con l’unificazione degli indici del search tra online e on-prem, grazie al nuovo cloud search service.

Il processo di deployment introdurrà il concetto di “ruoli”, con la possibilità di specificare sin dal setup il tipo di ruolo che avrà il server, installando i soli componenti necessari e ottimizzando così tempi e risorse.

Sarà migliorato anche il componente Health Analyzer, che estenderà la scansione delle informazioni anche sugli aspetti di compliance.

Le operazioni di patch della farm saranno facilitate dalla semplificazione delle lingue (le patch dei 18 language pack saranno condensati in un unico pacchetto) e gli aggiornamenti più piccoli saranno resi installabili con “zero downtime”.

Bill ha citato altre novità, tra cui:

  • Investimento verso la cloud-based authentication con SAML e OAuth
  • Potranno essere utilizzate anche porte TCP non di default per le connessioni cifrate
  • Il processo di provisioning delle site collection non sarà più un componente “pesante”, ma è stato definito “small and fast”
  • Anche i contenuti di Project Server saranno integrati con i Content DB classici
  • Saranno introdotti i “durable links”, ossia una sorta di link permanenti verso i documenti, indipendentemente dalla loro riorganizzazione o dalla rinomina dei file (una sorta di evoluzione di quanto già rendeva possibile il Document ID)
  • Sarà introdotto il supporto del formato ODF per il salvataggio del file

I requisiti

Per i requisiti per il setup di SharePoint 2016, il livello minimo sarà Windows Server 2012 R2 oppure Windows Server “10”, inclusa la presenza di AppFrabric 1.1 (nonostante di annunci di tecnologia deprecata).

Non saranno più possibili le installazioni “standalone”, così come non sarà più rilasciato il setup “single server” con incluso il motore SQL Server Express Edition.

L’upgrade

Come ormai già abituati, non sarà possibile effettuare un upgrade “double-hop”, ossia un aggiornamento diretto da SharePoint 2010 a 2016.

Anche l’upgrade delle site collection (la vecchia visual upgrade) dovrà per forza passare dalla UI di SharePoint 2013 prima di essere traghettata sulla versione 2016.

Molti dei vecchi limiti di prodotto saranno superati (non sono stati ancora annunciati i nuovi confini).

 

Per chi volesse vedere l’intera sessione di Bill, ecco il link alla registrazione della sessione.

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