In una delle mie vite precedenti, forse qualcuno lo ricorderà, mi sono occupato molto di formazione e di e-learning (si chiamava formazione a distanza una volta).

Me ne sono occupato all’interno di Green Team, ma anche ricoprendo altri ruoli, quale quello del responsabile tecnologico del Centro Didattico per le Risorse Multimediali e la Formazione a Distanza della Regione Emilia Romagna, un progetto del 1995-1996 estremamente innovativo per l’epoca, che vinse anche un premio comunitario per l’innovazione nella didattica.
Successivamente ho tenuto una ventina di edizioni di un seminario, di formazione ai formatori sugli strumenti innovativi per la didattica.

La diffusione dell’e-learning è stata sofferta, ostacolata e spesso incompresa. In parte a causa di un mancato focus sulle cose importanti, che ha fatto concentrare molti sul tema tecnologico (le piattaforme per l’e-learning), trascurando spesso la qualità dei contenuti, la didattica ed i servizi (ad es. il tutoring). E’ stata spesso immaginata la formazione a distanza come semplice “alternativa” alla formazione tradizionale, illudendosi a volte che potesse essere un semplice strumento per “tagliare i costi”.

Negli anni successivi, fortunatamente, l’attenzione verso gli strumenti tecnologici si è ridimensionata, si è compreso che altri modelli erano possibili (es. blended-learning), si sono affermati gli standard (es. SCORM) e si sono realizzate belle esperienze, sia nel campo accademico che aziendale.

Sicuramente la spinta legata alla “moda” e ai finanziamenti pubblici si è esaurita da tempo, riducendo verso silenziose esperienze le attività di e-learning ancor oggi presenti.
Tuttavia sono ancora tante le esperienze in ambito universitario/scolastico, così come è frequente incontrare un’azienda attrezzata di LMS/LCMS (piattaforma di e-learning), che spesso utilizza per interventi di formazione continua.

Per quale motivo sono tornato a parlare di questi argomenti?

Lo faccio perché ho di recente letto di un grosso progetto promosso dal MIT e da Harvard, dove attraverso l’iniziativa MOOC (Massive Open Online Course) si sta cercando di dare nuova spinta al tema dell’Online Training.

La novità è sospinta da una sempre maggiore diffusione di strumenti per la “socialità” su Internet, in combinazione con un sempre maggiore allargamento della platea potenziale degli utilizzatori dei servizi (la diffusione dell’utilizzo di Internet nel 1996 era molto diversa da quella di oggi, sia per sezioni demografiche che geografiche).

Il MOOC su “Circuits and Electronics” del MIT ha visto l’eccezionale partecipazione di ben 120.000 studenti sparsi in tutto il mondo… numeri non trascurabili insomma.

Si tratta forse di una nuova ondata, che forse verrà cavalcata senza cercare troppe scorciatoie e comprendendo finalmente la formidabile portata democratica della formazione a distanza?

“Se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente.”
(Ludwig Wittgenstein)