Proteggersi dai Ransomware su OneDrive for Business

Windows Defender, l’antivirus “di serie” di Windows 10, ha esteso le sue funzionalità di controllo, non limitandosi alla protezione del PC, ma estendendo i controlli anche al mondo OneDrive for Business.

In particolare, per OneDrive for Business, è possibile attivare un controllo nei confronti dei Ransomware, ossia il maleware che -una volta attaccato il file system dell’utente- cifra i contenuti , rendendoli inutilizzabili, e richiede un riscatto per ottenere lo sblocco dei file.

Per attivare questo controllo supplementare è sufficiente accedere al Windows Defender Security Center e configurare la connessione verso il proprio OneDrive for Business, cliccando sul pulsante Set up OneDrive.

Dopo aver impostato la connessione a OneDrive, specificando le proprie credenziali, è possibile cliccare sul link Ransomware protection e attivare la funzionalità spostando lo switch su On.
Da questa pagina è inoltre possibile impostare il controllo anche su specifiche folder di OneDrive fo Business, cliccando sul link Protected folders.

Dettatura e Riconoscimento vocale in Office Online su Office 365

Ho iniziato ad utilizzare la nuova funzionalità di riconoscimento vocale per la dettatura del testo, introdotta su Office Online su Office 365.

Si tratta di un’interessante (e utile) funzionalità utilizzabili su Word Onlinee OneNote Online:

Come è possibile osservare dall’immagine, le lingue Inglese, Cinese e Spagnolo sono già rilasciate come definitive, mentre altre lingue -tra cui l’Italiano- sono ancora in versione Preview.
Testando la funzionalità ci si accorge che lo strumento è ancora un po’ “acerbo”… ma sicuramente è utile per il grosso del lavoro di dettatura, senza scordarsi che la tastiera esiste ancora!

Durante le mie prove (ho dettato/scritto una relazione di analisi per un progetto) mi sono accorto che alcuni termini non vengono riconosciuti. In alcuni casi si tratta di termini tecnici inglesi che non sono interpretati dal riconoscimento italiano, e quindi il termine che viene compreso è una parola italiana con un’assonanza simile a quella del termine inglese desiderato. Mi sono poi stupito che alcuni termini “popolari” non vengano riconosciuti, come ad esempio “SharePoint” e Office 365″.

Ho quindi fatto un utilizzo combinato dettatura-tastiera, digitando direttamente i termini che sapevo non sarebbero stati riconosciuti o correggendo gli errori di dettatura da tastiera. Sempre da tastiera ho gestito la punteggiatura e le chiusure di paragrafo, che non sempre venivano intese dal sistema di riconoscimento vocale.

Consiglio caldamente di utilizzare lo strumento, soprattutto per chi non è un fulmine di velocità con la tastiera.

Se non dovessi trovare ancora disponibile la funzionalità sul tuo Tenant Office 365, dovrai attendere che lo strumento esca dalla sua versione Preview o abilitare l’opzione per le Targeted Release sul portale amministrativo di Office 365.

Nuove certificazioni Microsoft Role Based

Ho superato i miei primi esami di certificazione Microsoft nell’agosto del 1996, conseguendo il titolo MCP (Microsoft Certified Professional), per poi ottenere una certificazione “maggiore” nel 1998 con l’MCT (Trainer) e nel 1999 con l’MCSE (l’acronimo vecchio, ossia Systems Engineer).
Oltre 40 esami mi pare.

Mi è anche capitato di partecipare ad un paio di panel di discussione sulle certificazioni, in occasioni di conferenze negli Stati Uniti, in un percorso che spesso ha portato a sotto valutare le certificazioni e la formazione certificata. Gli ultimi anni sono stati sicuramente di “crisi” per questi strumenti, con sempre minore considerazione da parte del mercato (in particolare in Italia essere o non essere certificato cambia poco).

Ora Microsoft (finalmente) ha deciso di rilanciare le certificazioni, cercando di avvicinare maggiormente i nuovi titoli al mondo reale, considerando che le precedenti certificazioni erano molto orientate al prodotto e con diversi “vuoti”, senza coprire diverse figure professionali. Ad esempio sul mondo Office 365 era coperta la figura sistemistica (MCSA for Office 365) ma era debole la copertura sul mondo sviluppo e totalmente scoperta quella riferita all’adozione e configurazione/personalizzazione (quello che spesso definiamo site builder per il mondo SharePoint).

Le nuove certificazioni sono definite “Role Based”, ed hanno sempre un background tecnico, aggregandosi per tre macro titoli, dettagliati con l’area di specializzazione (titoli che possono anche diventare percorsi a scalare):

  • Microsoft Certified Fundamentals
    • Microsoft 365 Certified Fundamentals
    • Microsoft Certified Azure Fundamentals
  • Microsoft Certified Associate
    • Microsoft Certified: Azure AI Engineer Associate
    • Microsoft Certified: Azure Data Scientist Associate
    • Microsoft Certified: Azure Data Engineer Associate
    • Microsoft Certified: Dynamics 365 for Sales Functional Consultant Associate
    • Microsoft Certified: Dynamics 365 for Customer Service Functional Consultant Associate
    • Microsoft 365 Certified: Messaging Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Teamwork Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Security Administrator Associate
    • Microsoft 365 Certified: Modern Desktop Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Developer
  • Microsoft Certified Expert
    • Microsoft Certified: Azure DevOps Engineer
    • Microsoft 365 Certified: Enterprise Administrator
    • Microsoft Certified: Azure Solutions Architect

I nuovi esami di certificazione, a differenza di quelli storici che avevano solitamente una codifica 70-xxx, sono riconoscibili dai codici MS-xxx.

Attenzione a chi possiede certificazioni maggiori (vecchio stile) perché sono previste delle scorciatoie per conseguire le nuove certificazioni. Ad esempio io possiedo l’MCSE Productivity (Microsoft Certified Solutions Expert), e con i soli esami MS-100 e MS-101 posso conseguire la certificazione Microsoft 365 Certified: Enterprise Administrator.

I prezzi degli esami di certificazione sono variabili, dai 99 USD dell’esame MS-900 di una certificazione Fundamentals ai 165 USD di un esame Expert come l’MS-100. Restano invariati i canali di erogazione degli esami, presso i Testing Center Pearson VUE o attraverso le procedure per gli esami online (Proctored).

Per maggiori informazioni rimando al sito Microsoft dedicato.

Qual è il limite di dimensione massima dei file su SharePoint?

Analizzando un progetto di porting di contenuti documentali su SharePoint, mi è stata posta la domanda: “Ma qual è la dimensione massima dei singoli file che posso caricare su SharePoint? Esistono dei limiti?

La risposta -pessima quando viene fatta da un consulente- è: “Dipende…“.

Perché dico dipende? Beh, perché dipende dalla versione target di SharePoint, e (in parte) anche dal momento storico, avendo Microsoft modificato questi limiti del tempo (estendendoli), e quindi molta della documentazione e dei post che è possibile leggere sul web potrebbero risultare non aggiornati.

Ad oggi, i limiti di dimensione massima per singolo file sono questi:

  • SharePoint on-premises, fino alla versione SharePoint Server 2016 (compreso): 2 GB
  • SharePoint on-premises , versone SharePoint Server 2019: 10 GB
  • SharePoint Online (Office 365): 15 GB
  • OneDrive for Business (Office 365): 15 GB
Risultati immagini per file too big sharepoint

Sitecore è per il secondo anno di fila Leader nel Magic Quadrant di Gartner

Per il secondo anno di file la piattaforma Sitecore viene giudicata Leader nell’ambito dei Magic Quadrant di Gartner, e nello specifico in ambito Digital Experience Platforms (DXP).

Interessanti le assunzioni di Gartner, che afferma:

Through 2021, 85% of effort and cost in a DXP program will be spent on integrations with internal and external systems, including the DXP’s own, built-in capabilities.

By 2021, 90% of global organizations will rely on system integrators (SIs), agencies and channel partners to design, build and implement their digital experience strategies.

La piattaforma DXP di Sitecore, oltre ad essere realizzata da sempre su tecnologie Microsoft, è ora ampiamente adattata al mondo del cloud, ed in particolare ai meccanismi “as a service” di Microsoft Azure.

Tra i suoi indiscussi punti di forza:

  • si tratta di una piattaforma unica, che include tutte le funzionalità necessarie, dal WCM ai sistemi di personalizzazione e customer engagement, da quelli per l’e-commerce alle funzionalità di analytics, senza dover “incollare” pezzi e strumenti diversi nel tentativo di realizzare la soluzione.
  • la multicanalità offerta dalla piattaforma offre approcci efficienti per chi necessita di un contenuto unico e aggiornato, indipendentemente dalla modalità di fruizione (Web, mobile, stampa, kiosk, …).
  • la piattaforma è aperta, con grandi opportunità di personalizzazione ed evoluzione da parte dei partner e degli ISV.

Tra i possibili punti critici:

  • Diversi clienti e implementatori considerano un po’ troppo tecnico l’approccio allo sviluppo delle soluzioni Sitecore.
  • La fase di adeguamento al cloud della piattaforma è ancora in corso, e per alcuni aspetti sono ancora evidenti i meccanismi tradizionali di deployment con cui è nata (ma si ratta di una transizione in corso).
  • La UI di Sitecore non è sempre intuitiva per gli utenti e per i marketers, che solo dopo un training riescono a prendere la giusta confidenza con gli strumenti e sono in grado di apprezzare fino in fondo le grandi potenzialità della piattaforma di DXP.

Green Team è Sitecore Partner da oltre sei anni, disponendo di un team di sviluppo certificato dedicato ai progetti sulla piattaforma.

Visto che in questo periodo ho un po’ di tempo riservato allo studio, ho approfittato di aggiornarmi sulle funzionalità della versione Sitecore 9… chi si ferma è perduto!

Office 365 sempre più deciso verso la Modern Experience

Nell’ormai “lontano” 2016 Microsoft ha iniziato l’introduzione della Modern Experience su SharePoint Online, in Office 365, partendo dalla Modern UI per le liste e libraries.

Il tutto si è velocemente evoluto, e oggi l’esperienza moderna è disponibile sia su SharePoint Online, su Office 365, che su SharePoint Server 2019.

I nuovi siti e la nuova UI evolve le vecchie logiche che hanno nel tempo costituito lo scheletro di di siti, liste e pagine del mondo SharePoint, ora meglio note come Classic Sites o come Classic UI.

Oggi è possibile specificare, con una configurazione amministrativa a livello di Tenant Office 365, se forzare l’utilizzo della Classic UI, per evitare che gli utenti non ancora pronti/preparati alla nuova UI possano trovarsi davanti all’esperienza moderna… o possano presentarsi problemi legati a personalizzazioni (es. elementi custom sui Ribbon).

Questa opzione “globale” sarà però disponibile solo fino al 1° aprile 2019. Dopo questa data non sarà più possibile specificare l’impostazione a livello di Tenant, ma sarà possibile definirla in termini selettivi.

Un punto d’attenzione dunque per chi amministra Office 365 e SharePoint Online, che dovrà preoccuparsi di analizzare le liste/library che ancora necessitano di Classic UI e definirne selettivamente il comportamento.

Per chi fosse ancora un po’ confuso sui vantaggi della Modern Experience, oppure fosse semplicemente e nostalgicamente ancora alla Classic UI, suggerisco questa lettura sui 10 principali vantaggi della Modern UI.

Microsoft ha più volte confermato di non aver in programma di “deprecare” la Classic Experience (che oggi è ancora l’unica strada per poter disporre di determinate funzionalità SharePoint).

Per informazioni aggiuntive.

Torna la SharePoint Conference negli Stati Uniti

Ho partecipato a numerose SharePoint Conference negli Stati Uniti, nel corso degli anni, da Seattle a Las Vegas.

Gli organizzatori (l’evento non è realizzato direttamente da Microsoft, come avvenuto in passato) hanno annunciato l’edizione 2019 della conferenza SPC (ormai una delle poche “dedicate” a un prodotto), ancora una volta a Vegas (MGM Grand), dal 21 al 23 maggio 2019.

Microsoft, come sappiamo, si concentra su ormai pochi eventi organizzati direttamente, come ad esempio la Partner Conference o Microsoft Ignite.

I temi sono ovviamente quelli dedicati al mondo di SharePoint, OneDrive e Office 365 / Microsoft 365.

La lineup degli speaker è di prim’ordine, con relatori del product group e MVP/RD indipendenti.

Il costo di iscrizione, a cui vanno aggiunti i costi del viaggio, varia dai 1699$ ai 1799$, in funzione del periodo in cui ci si registra. Al costo della conferenza possono poi essere aggiunte iscrizioni a workshop, arrivando ad una spesa massima di 3296$ (conferenza + 3 workshop).

Ma SharePoint è ancora tra i Leader dei Magic Quadrants di Gartner per la Content Collaboration?

Qualche giorno fa leggevo di persone che si chiedevano se SharePoint fosse ancora considerato da Gartner tra i Leader delle proprie analisi, meglio note come Magic Quadrants.

Va ricordato infatti che negli ultimi anni SharePoint è sempre stato saldamente ancorato nel quadrante in alto a destra (il migliore, quello riservato ai Leaders) per numerose sotto-categorie, dall’Enterprise Contet Management, alla Collaboration e ad altre funzionalità riconducibili alla piattaforma.

Da qualche anno Microsoft ha avviato un riposizionamento del brand di prodotto (ve ne sarete accorti), parlando sempre meno di “SharePoint” e riferendosi sempre più a “Office 365” (di cui SharePoint Online è parte essenziale)… e ancora più di recente i markettari di Redmond stanno spostando l’attenzione verso “Microsoft 365”.

Anche Gartner, seguendo queste tendenze (di Microsoft ma anche di Google e non solo) orientate verso proposte di “suite di soluzione” e sempre meno di singoli strumenti.

Ma parlando di sostanza e non di nomi, SharePoint Online è a tutti gli effetti lo scheletro della soluzione Microsoft di
Content Collaboration Platforms and Content Services Platforms.

La definizione di Gartner, per essere precisi, recita:

“A set of services and microservices, embodied as an integrated product suite and applications that share common APIs and repositories, to exploit diverse content types and to serve multiple constituencies and numerous use cases across an organization.”

Image of the Gartner Magic Quadrant for 2018.

Come è possibile osservare dal grafico Microsoft si è posizionata ancora una volta nel Magic Quadrant dei Leaders (analisi pubblicata a fine ottobre 2018).

Di seguito riporto le principali motivazioni:

  • SharePoint is easy to set up, with a simple and clean user interface paired to easy but powerful management, deeply integrated with OneDrive so you can take your files anywhere.
  • SharePoint empowers you to create beautiful, engaging pages and knowledge portals, enriched with video from Stream and conversations from Yammer, to connect across your organization.
  • We combine the power of artificial intelligence (AI) with content to help you be more productive, make more informed decisions, and keep more secure. This includes video and audio transcription, mobile capture to SharePoint using the top-rated OneDrive mobile app,as well as other features to make Microsoft 365 the smartest place to store your content.
  • Microsoft 365 is easily connected and automated via Microsoft Flow to over 200 cloud and on-premises systems, enriched with Azure cognitive services, and extended with PowerApps and the SharePoint framework for custom development.
  • SharePoint delivers content across Microsoft 365. Whether you are a Firstline Worker working remotely, co-authoring in Office apps, emailing cloud attachments in Outlook, or collaborating with your team in the new chat-based workspace Microsoft Teams, SharePoint provides a consistent set of experiences across the applications.
  • SharePoint can store any file and now supports viewing of over 320 file formats, including Adobe Photoshop (PSD), Illustrator (AI), Acrobat (PDF), as well as video, 3D formats, and DICOM images.
  • With Microsoft Search, we’re introducing new search experiences into the apps you use every day, including Bing.com and Windows, and our vision to connect across your organization’s network of data.
  • SharePoint supports customers ranging in size from small businesses to organizations with hundreds of thousands of users, and has a maximum tenant capacity of 30 trillion documents.
  • SharePoint leverages Microsoft security capabilities such as Advanced Data Governance for automated retention and records management, Data Loss Protection (DLP), eDiscovery, and MIP-based encryption, all with consistent controls across Microsoft 365.
  • With 100+ global datacenters and Microsoft’s global network edge—combined with compliance standards, including ISO 27001, FISMA, and EU Model Clauses—we offer customers trusted enterprise-grade compliance and security.

In arrivo la nuova web part per Stream

Tra le continue novità in rilascio per i Modern Sites di SharePoint Online, Microsoft rilascia o aggiorna le nuove “web part moderne”.

Parlo di nuovi componenti, nativamente responsive, che arricchiscono le caratteristiche dei siti moderni su Office 365.

Uno dei rilasci recenti, già disponibile nei tenant “preview”, è la web part di integrazione con la componente Microsoft Stream. E’ quindi possibile collegare alla web part un canale Stream, e il nuovo componente penserà a tutto, gestendo l’ordinamento e rendendo fruibile il contenuto multimediale anche attraverso la SharePoint Mobile App.

Preparare Ambienti SharePoint per i Test

Chi, come il sottoscritto, si trova frequentemente a riprodurre scenari di test o assimilabili a farm di clienti, per validare determinate soluzioni… si trova spesso a fare i conti con degli ambienti SharePoint “usa e getta”.

Gli ambienti possono essere sia on-premises, su delle SharePoint Farm di test (spesso su delle VM sul mio PC o su Azure), che su Office 365, su site collection di test o su tenant di test.

La community di SharePoint ha rilasciato recentemente un efficace script Powershell denominato SharePoint Site Population Script for Testing.

Si tratta di uno script in grado di creare, su ambiente on-premises, un set di strutture e contenuti a piacere, realizzando così un ambiente per i test meno “vuoto” del classico creato durante il provisioning delle componenti di SharePoint.

Per capirci meglio, ecco le componenti che è possibile governare attraverso lo script:

  1. Create a new web application, with a new web application pool.
  2. Create new database and associate it with the new web application.
  3. Update the local HOSTS file to make the new site accessible from the server.
  4. Create a Root Site in the new web application.
  5. Create a Test document and store it in the local temp folder.
  6. Populate the default “Document Library” in the root site with the number of documents specified.
  7. Create new lists in the root site based on the number of lists specified.
  8. Populate each list in the root site with the number of items specified.
  9. Create new sub sites based on the amount specified.
  10. Populate the default “Document Library” in all sub sites with the number of documents specified.
  11. Create new lists in each sub site based on the number of lists specified.
  12. Populate each list in all sub sites with the number of items specified.
sptest.jpg

Per chi lavora su SharePoint Online, ricordo la possibilità di richiedere un Office 365 Tenant di Trial (limitato nel tempo ma gratuito, e spesso più che sufficiente per il periodo dei test), oppure ottenere un Office 365 Demo Tenant (opzione più o meno ricca se si è Microsoft Partner).
Nel caso del Demo Tenant è anche possibile ottenere un ambiente pre-popolato di contenuto e account, veramente efficace per demo e test.

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