Quando 3×3 tende all’infinito

Una delle più gradite novità rilasciate nei giorni scorsi su Microsoft Teams è la possibilità di visualizzare fino a nove (3×3) partecipanti simultaneamente sullo schermo, durante un online meeting.

Si tratta di una funzionalità che migliora il coinvolgimento dei partecipanti, arricchendo l’esperienza dell’utente di Teams.

Ma il 3×3 è il risultato finale o si tratta solo di una tappa intermedia?

Curiosando sullo User Voice, il portale dove è possibile suggerire i miglioramenti per i prodotti Microsoft, ho visto con -parziale- stupore che la feature più richiesta dagli utenti di Teams è “Show video for all people in video meeting”!

Al momento dello screenshot erano 54176 i voti raccolti da questa proposta, contro i 20954 della seconda classificata (la richiesta di poter utilizzare account multipli sullo stesso Teams).

La risposta del Teams engineer è piuttosto esplicita… annunciando il rilascio della visualizzazione 3×3, ma anche al fatto che il product group sta lavorando per ampliare questa opzione.

La rincorsa a Zoom e affini continua… 🙂

Microsoft Teams meeting attendance report

Tra i rilasci forse meno evidenti di questi giorni per Microsoft Teams, segnalo la possibilità di scaricare (in formato .csv) l’elenco dei partecipanti al Teams meeting.


L’azione di download del report è posizionata nel riquadro Show participants, scegliendo l’azione Download attendee list.

Per ciascun partecipante viene riportato:

  • Nominativo
  • Orario di ingresso nel meeting
  • Orario di uscita dal meeting

Il report assume un significato particolarmente importante per le scuole, dove i docenti potranno ottenere un report di “presenza” dei propri allievi, ma anche per molte aziende che “certificano” la partecipazione a incontri e momenti formativi per i propri dipendenti.

Solo gli organizzatori del meeting possono scaricare la lista, e l’opzione può essere resa disponibile o meno dagli amministratori di Microsoft 365.

In arrivo Microsoft Lists

Annunciato oggi l’arrivo di un nuovo prodotto dalla scuderia Microsoft 365… ecco in arrivo Microsoft Lists.

Si tratta dell’evoluzione delle SharePoint lists, su cui abbiamo basato decine di progetti… utili per realizzare soluzioni di issue tracking, eventi sui calendari, contatti e molto altro!

Andando oltre agli “spot”, ecco un video che descrive le potenzialità di Microsoft Lists

Ecco dove approfondire l’argomento.

Scoprire quali sono le ultime novità rilasciate sul tuo Teams

Ieri mi è stato chiesto di suggerire un modo per individuare quali sono e ultime novità rilasciate su Microsoft Teams, considerando anche la ormai frequentissima catena dei rilasci.

Attraverso la finestra principale di Teams, puoi fare click sull’icona dell’Help (si trova in basso a sinistra), quindi puoi scegliere la voce What’s new.

Scoprirai, in rigoroso ordine cronologico, l’elenco delle funzionalità rilasciate, completo di una breve introduzione.

Seguendo lo stesso percorso potrai anche accedere alla voce Training, attraverso la quale potrai accedere ad una pagine che raccoglie una serie di risorse per la formazione degli utenti.
Si tratta di brevi pillole multimediali e contenuti di rapida lettura, utili per indirizzare gli utenti su attività frequenti all’interno di Teams.

Credits: Grazie a Betta per il suggerimento.

In arrivo il supporto per Teams sullo SharePoint Migration Tool

Microsoft ha annunciato il rilascio del supporto per Teams, nell’ambito delle destinazioni di migrazione supportate dallo SharePoint Migration Tool (SPMT).

Mi capita di scrivere periodicamente sul tema del SPMT, che si conferma essere un’ottima soluzione per la migrazione verso Microsoft 365 (gratuita), se non si hanno situazioni particolari o criticità che potrebbero ancora oggi indirizzare verso tool di migrazione di mercato.

I tempi previsti per la nuova release di SPMT, inclusiva del supporto per Teams, sono i seguenti:

  • Inizio maggio 2020 per i tenant “Targeted release”
  • Metà maggio 2020 per i tenant “Standard release”
  • Fine maggio 2020 completamento del rilascio.

Giugno sarà un mese di novità per Teams

Microsoft ha aggiornato le proprie roadmap di rilascio per Teams, rimandando alcune delle novità in rilascio previste inizialmente per maggio al mese successivo.

Avevo già anticipato su un post precedente quelle che sarebbero state le novità in via di rilascio, e per citarne giusto qualcuna:

  • Multi-window experience
  • Nuovo layout per la finestra delle video call nel formato 3×3 (fino a nove partecipanti simultaneamente visualizzati)
  • Tasks in Teams
  • Ottimizzazione dei rumori di background durante le call
  • Ricevuta di lettura sulle chat
  • Funzionalità “raise hands”, per chiedere la parola alzando la “manina” durante i meeting

Seguendo il piano di rilascio anticipato da Microsoft, queste potranno essere le prossime milestones:

  • Giugno 2020, le nuove esperienze saranno a disposizione degli utenti, che potranno abilitarle attraverso i Settings di Teams
  • Luglio 2020, le nuove esperienze saranno abilitate di default, e potranno essere selettivamente disabilitate attraverso i Settings di Teams
  • Agosto 2020, Le nuove esperienze saranno abilitate di default per tutti e non saranno più disattivabili

Una transizione repentina, ma che sarà da tener presente anche per aggiornare la documentazione formativa rivolta agli utenti e per informare gli addetti al supporto tecnico rivolto agli utenti finali.

Intranet Italia Champions 2020

Segnalo che anche i colleghi di Intranet Management e Ariadne Digital, a partire da Giacomo Mason, organizzano e promuovono il premio IIC 2020, riservato alle migliori iniziative Intranet italiane.

Nella scorsa edizione diversi dei progetti realizzati da Green Team hanno ottenuto il riconoscimento (Ferrero) o la menzione all’interno del contestuale report annuale (Ferrero, IMA, Aeroporto di Bologna, Sky Italia).

C’è tempo fino al 30/06/2020 per proporre le proprie candidature per concorrere al premio IIC 2020.
Verranno premiati i primi 4 migliori progetti e altri 10 progetti interessati potranno ricevere menzioni speciali da parte della giuria.

Segnalo inoltre un’altra iniziativa interessante: la prima survey italiana riservata al mondo delle intranet e dei digital workplace, attraverso la quale si cercherà di scattare una fotografia delle tendenze in Italia.

Superati i 10.000 visitatori

Dall’inizio dell’anno, i visitatori unici del mio blog hanno superato oggi la quota 10.000!

Fa piacere sapere che il tempo dedicato a curare i contenuti del blog siano consultati e (speriamo) utili a parecchia gente.

I visitato arrivano da diversi nazioni, nonostante i contenuti del mio blog siano solo in lingua italiana.

Una bella soddisfazione, considerando che il mio blog è attivo da ben 17 anni, con oltre 1500 articoli pubblicati.

Migrazione e coesistenza tra Skype for Business e Teams

Il processo di transizione da Skype for Business a Microsoft Teams è un processo che molte organizzazioni hanno avviato da tempo, spesso prolungando la fase di coesistenza dei due strumenti (con conseguente confusione da parte degli utenti).

Una delle ragioni di resistenza, che spesso giustifica un prolungato periodo in “Islands mode“, è dovuto dall’assenza di features in Teams, prima presenti su Skype4B, che via via Microsoft sta arricchendo su Teams.

Tutto questo senza pensare alla grande quantità di funzionalità che Teams propone, che nemmeno lontanamente erano presenti sul vecchio Skype4B.

Ancora in troppi stanno infatti vedendo Teams come “semplicemente” il successore di Skype for Business… semplificando un po’ troppo le cose.

Joel Oleson ha pubblicato un’efficace infografica dove evidenzia la punta dell’iceberg, lasciando intuire la differenza tra i due strumenti e la solo parziale sovrapposizione di ruolo:

Sullo stesso post Joel schematizza anche la descrizione delle principali modalità di configurazione, coesistenza e migrazione tra i due strumenti:

  • Modalità di coesistenza
    • Skype4B Only
    • Teams Only
    • Skype4B with Teams collaboration and meetings
    • Skype4B with Teams collaboration
    • Islands

Rimando alla lettura completa del post di Joel per approfondire l’argomento e per trovare una serie di fonti di riferimento.

Utilizzare Mover per migrare verso Microsoft 365

Il 21 ottobre 2019 Microsoft annunciò l’acquisizione di Mover, una società nota per il proprio servizio cloud-based per la migrazione di contenuti.

La notizia inizialmente destabilizzò, e non poco, i vari vendor specializzati in tool di migrazione (penso soprattutto a ShareGate, ad AvePoint e a Quest, dopo l’acquisizione di Metalogix).

Il servizio Mover inizialmente era disponibile solo per gli utenti americani, ma ora è disponibile gratuitamente per tutti (da Febbraio 2020).

Le logiche del servizio di migrazione sono basate sul principio dei connettori, uno per la sorgente e uno per la destinazione del porting.

Nello specifico, queste sono le possibili sorgenti di contenuto:

  • Amazon S3/Workdocs,
  • Azure Blob, Box,
  • Dropbox,
  • Egnyte,
  • File Servers,
  • FTP/SFTP,
  • G Suite/Google Drive,
  • NetDocuments,
  • Office 365/OneDrive/SharePoint Online,
  • WebDAV.

E queste le possibili destinazione di migrazione:

  • OneDrive,
  • OneDrive for Business,
  • SharePoint server,
  • SharePoint Online,
  • Azure Blob Storage

Il servizio Mover è quindi assolutamente utile ed efficace per molte delle attività di consolidamento o migrazione da altre tecnologie verso SharePoint ed Office 365 (penso in primi a quelle della Google Suite e a DropBox), combinandosi con quanto offerto da un altro tool Microsoft: SharePoint Migration Toolkit, di cui ho già avuto occasione di scrivere in passato.

Lo SharePoint Migration Toolkit tuttavia è specificatamente pensato per supportare le migrazioni da File Servers o da vecchie versioni SharePoint on-premises, con direzione SharePoint Online.

E’ possibile creare un proprio account su Mover, oppure è possibile autenticarsi con un proprio account Microsoft (personal o organizational), per poi autorizzare (configurare) i connettori di proprio interesse:

Ho ad esempio utilizzato Mover per migrare i file contenuti nel mio vecchio DropBox personale verso il mio OneDrive for Business:

L’interfaccia mostra la copia dei contenuti in tempo semi-reale, evidenziando possibili criticità o errori nel processo di migrazione. Ad esempio nel mio caso vedere segnalato una issue e 3696 oggetti copiati correttamente. Dalla stessa interfaccia è possibile accedere ai logs, per investigare sui problemi (nel mio caso si trattava di un formato di file non consentito su OneDrive).

Tra i possibili scenari interessanti per l’utilizzo di Mover, penso anche alle attività di consolidamento o migrazione tra tenant Office 365 diversi, come potrebbe rendersi necessario a seguito di fusioni o acquisizioni aziendali.

Analogamente Mover è interessante anche per attività di ristrutturazione tra i siti SharePoint Online dello stesso tenant.

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